Cos’è il tasso di interesse composto e come farlo lavorare a nostro favore

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In questo articolo voglio spiegarti cos’è il tasso di interesse composto e come fare per farlo lavorare a nostro favore.

Il significato di interesse ha le sue radici nel concetto di riconoscimento per il ritardato utilizzo. Lasciami spiegare cosa intendo con un esempio.

 

Maria ha appena preso lo stipendio e può finalmente acquistare il condizionatore di cui aveva bisogno.

La sua amica Chiara la chiama per dirle che ha una necessità urgente alla quale non riesce a fare fronte nell’immediato e le chiede in prestito 1.000 €.

Maria è indecisa perché questo vorrebbe dire aspettare un altro mese prima di poter fare il suo acquisto.

Per risolvere la questione le due ragazze si accordano sul prestito a patto che Chiara restituisca i soldi a Maria con un interesse del 5% (i numeri sono puramente casuali ai fini dell’esempio).

In questo modo Maria ha un incentivo maggiore per dover ritardare il suo acquisto.

Quando Chiara le restituirà la somma prestata, riceverà 1.050 € invece di 1.000 €.

Il mese successivo Chiara può quindi comprare il condizionatore e, per festeggiare, usa i 50 € di interessi per andare a cena fuori col ragazzo.

Insomma, alla fine questo riconoscimento per il ritardato utilizzo non è stato niente male!

 

Ora che abbiamo capito come nasce il tasso di interesse è bene entrare un po’ più nel dettaglio ed effettuare alcuni distinguo.

A tal proposito possiamo dividere il tasso di interesse in due grandi categorie: l’interesse semplice e l’interesse composto.

 

Tasso di interesse semplice

Riprendiamo l’esempio precedente.

Alla fine del periodo Chiara restituisce i soldi più gli interessi a Maria, ma subito dopo chiede nuovamente la stessa somma per comprare un frigorifero nuovo perché quello vecchio si è rotto improvvisamente.

Maria acconsente a prestare nuovamente il denaro alla sua amica. Il mese successivo Chiara salda il suo debito più i nuovi interessi, sempre per 1.050 €. Ora Maria si trova con il suo capitale e 100 € di interessi, per un totale di 1.100 €.

L’interesse viene definito semplice quando, una volta maturato sul capitale sottostante, non genera a sua volta ulteriore interesse.

Nel nostro esempio notiamo che i primi 50 € non sono stati aggiunti al capitale prestato la seconda volta.

Guarda questa piccola scrittura

Tempo1: Capitale + interessi = Montante à Tempo2: Capitale + interessi = Montante

C = Capitale   i = Interesse   M = Montante T= periodo di calcolo interessi

Al primo periodo di calcolo di interessi (T1) otteniamo la somma tra il capitale iniziale (C) e gli interessi (i), che chiamiamo montante (M).

Al secondo periodo (T2) avremo esattamente lo stesso risultato (M), ossia la somma tra il capitale iniziale (C) e gli interessi (i).

 

Tasso di interesse composto

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In questo scenario alla richiesta di Chiara di un ulteriore prestito di 1.000 € per comprare il frigorifero, Maria chiede all’amica di non pagarle subito gli interessi sul prestito precedente, ma di inserire i 50 € all’interno del capitale da poter utilizzare per l’acquisto. Restituirà poi tutto insieme alla fine.

Alla fine del periodo Chiara ripaga i 1.050 € di capitale più gli interessi al 5%, cioè 52,50 €, per un totale di 1.102,50 €. Ecco che si sono materializzati 2,50 € in più rispetto all’esempio precedente, effetto dell’interesse composto.

L’interesse viene definito composto quando, una volta maturato sul capitale sottostante, si somma a quest’ultimo (il montante) e concorre a generare ulteriore interesse in futuro.

Tempo1: Capitale + interesse = Montante à Tempo2: Montante + interesse = Montante2

Montante2 = Montante periodo 2

Al primo periodo di calcolo di interessi (T1) avremo la somma tra il capitale iniziale e gli interessi che ci restituisce il montante (M).

Al secondo periodo (T2) avremo che gli interessi precedenti fanno ora parte del capitale su cui si devono calcolare i nuovi interessi, creando quindi un nuovo montante più alto (M2).

 

Capito perché l’interesse composto è il nostro nuovo migliore amico?

interessi

Quando depositiamo i soldi sul conto corrente bancario stiamo facendo come Maria, cioè stiamo “prestando” i nostri soldi alla Banca, che li utilizza per svolgere la sua funzione creditizia e prestarli a sua volta a persone e imprese.

Come premio per questo servizio ci viene riconosciuto un interesse sulle somme depositate, una ricompensa per il fatto che ritardiamo il loro utilizzo.

So già che stai pensando “Ma Matteo che dici? La Banca non mi riconosce alcun interesse sulle somme depositate”.

E’ vero, questa è una novità degli ultimi anni, ma c’è una spiegazione.

Da quando le Banche hanno cominciato ad abbassare o eliminare le commissioni sui servizi di base (bonifici, prelievi, ricariche, pagamenti vari ecc..) è avvenuta una sorta di scambio implicito.

Io Banca ti offro gratuitamente (o a basso costo) questi servizi, e in cambio non ti riconosco interessi sui tuoi depositi.

A seguito di questo fenomeno sono nati e proliferati i conti di deposito, conti a operatività limitata, prevalentemente dedicati al deposito temporaneo di liquidità, dove vengono riconosciuti tassi di interesse più alti.

 

Come usare il tasso di interesse composto a nostro favore

L’interesse composto è quello presente su tutti i conti correnti e i conti deposito bancari, perciò è fondamentale sfruttarlo per almeno due ragioni:

  1. Accrescere i risparmi in attesa del loro utilizzo
  2. Difendersi dall’inflazione

 

Una cosa saggia da fare è quindi spostare la nostra liquidità disponibile su conti che ci riconoscano un tasso di interesse, in attesa del loro utilizzo. Cerca di tenere solo piccole somme sui conti correnti che rendono poco o nulla. Puoi lasciarvi giusto la liquidità utile per le spese quotidiane.

Se invece sai che puoi mettere da parte delle piccole somme, anche per un certo periodo (dai 3 mesi ad un anno), allora mettile su un conto deposito o su un conto corrente che riconosca un interesse.

Ad esempio potresti depositare e far crescere su uno di questi conti il tuo fondo di emergenza. Che ne dici?

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Alla prossima

Matteo

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