Come permettersi un viaggio ogni anno

come permettersi un viaggio

Ciao, oggi voglio spiegarti come sia possibile permettersi di fare un viaggio ogni anno e come ho fatto a trasformare questo bisogno in realtà.

Ho preso il primo volo, da solo, verso l’Inghilterra, quando avevo 13 anni e da allora non ho più smesso di viaggiare.

A 17 anni sono partito di nuovo, questa volta per gli Stati Uniti, con l’obiettivo di rimanerci oltre le classiche 2-3 settimane. Infatti, ho finito per restarci un anno intero, ho frequentato il Senior Year nella High School locale, ho partecipato al Prom (il ballo di fine anno) e alla fine preso il diploma, con tanto di cerimonia davanti a qualche migliaio di persone. Poi sono tornato in Italia e, già che c’ero, ho preso il diploma anche li.

Ormai però mi si era accesa la lampadina e, come l’acqua cheta che piano piano erode la roccia, dentro mi cresceva la voglia di ripartire, viaggiare, scoprire ed esplorare.

come permettersi un viaggio

Ho capito velocemente che per me le esperienze di vita contavano più del possedere cose ed oggetti.

E, siccome è vero che ho cominciato a lavorare presto, ma come tutti quelli che sono all’inizio, non avevo molti risparmi da parte, ho capito immediatamente che dovevo fare delle scelte.

Francamente non ho dovuto fare molta fatica. Tra l’acquisto della macchina e il viaggio in Cina ho optato per il secondo.

Quando dovevo decidere se comprare il televisore o fare un road trip in Andalusia…esatto! ho attraversato il sud della Spagna con una macchina a noleggio.

E naturalmente non ho tergiversato neanche un momento quando per lavoro mi è stato chiesto di passare 5 mesi ad Hong Kong.

Mettere al primo posto

La cosa più importante che ho capito durante tutti i miei viaggi è stata…che non ho nessuna voglia di smettere di farli.

Ogni volta che prendo un aereo è una nuova esperienza, in cui imparo qualcosa in più, faccio amicizia con gente diversa e conosco un’altra sfumatura del mio carattere.

Un po’ come quando in Cina, sul treno che di notte doveva portarmi da Xi’an (dove c’è l’esercito di terracotta) a Chongqing (dove partono le crociere per il fiume azzurro) sono dovuto rimanere sveglio 13 ore di fila perché non c’era posto nelle cuccette, ma solo nelle “hard seats”…Lì si che ho imparato cosa vuol dire avere autocontrollo e disciplina 😉

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Il fatto di aver capito quanto viaggiare sia importante nella mia vita, mi ha costretto a rivedere la gestione del mio denaro in funzione di questo mio obiettivo primario.

Il valore che ripongo nel viaggiare ed esplorare nuove mete è troppo importante per essere accantonato a fronte di spese che categorizzo come “secondarie”.

La decisione di mettere questo obiettivo tra i primi posti della mia lista è stato un attimo.

Per questo motivo, nella mia testa è comparsa magicamente la “scatola” con la scritta VIAGGIARE e da allora, finchè non l’ho riempita, non passo alla scatola successiva. Se hai letto il mio articolo su come ragionare dividendo la mente per budget, sai di cosa sto parlando.

Quando ho posto il viaggio come una mia priorità, realizzarlo ogni anno è diventato molto più semplice.

Tutte le volte che ho la tentazione di spendere un po’ di soldi facilmente in cose secondarie o di poca importanza, mi torna alla mente il mio obiettivo e penso che sto togliendo risorse al mio prossimo viaggio.

In alcuni casi, anche banalmente 50€/60€ possono significare un giorno in meno di avventura.

Pagare prima me stesso

Un altro punto di svolta, che mi ha portato a fare almeno un viaggio all’anno è che ho imparato a “pagare prima me stesso”, evitando così l’errore sul risparmio #2.

Pagare prima se stessi significa ascoltare i propri bisogni principali e fare in modo che vengano soddisfatti, prima di pensare a soddisfare i bisogni degli altri.

Nel momento in cui ho realizzato che non potevo prescindere dal viaggiare almeno una volta l’anno, ho fatto di questo obiettivo una priorità e ho cominciato ad accantonare sistematicamente ogni mese una cifra fissa in un conto dedicato e separato dal mio conto corrente principale.

Questo accantonamento l’ho poi reso automatico e l’ho impostato esattamente il giorno stesso di ricezione dello stipendio. In questo modo evito di preoccuparmene o di incorrere nella tentazione di usare questa cifra per altre spese. Del resto si sa, nessuno è campione di autodisciplina, quindi conviene darsi l’aiutino.

Io mi conosco, so che tipo di viaggio mi piace intraprendere e, dopo averne fatto qualcuno, ho presente quanti soldi mi servono. Questo tipo di ragionamento mi aiuta a capire quanto devo accantonare mensilmente per arrivare pronto al giorno della partenza.

Fare pianificazione finanziaria significa anche questo, esplorare nei meandri della nostra testa per “tirare fuori” ciò che ci appassiona e ci emoziona maggiormente e per cui siamo disposti a spendere i nostri soldi.

 

E ora, visto che sei arrivato fin qui, voglio parlarti di un ulteriore metodo, ancora più efficace rispetto a quello precedente e di una soluzione adatta ad implementarlo.

Se ti dicessi che, col tempo, puoi arrivare a organizzare il tuo denaro in modo da poter ridurre o addirittura eliminare gli accantonamenti delle somme mensili, comunque mantenendo la possibilità di viaggiare ogni anno?

Esiste una soluzione efficiente e perfetta per questo tipo di bisogno.

Se vuoi leggere il metodo e scoprire la soluzione, aiutami mettendo un like, un tweet o un +1 all’articolo con i tasti che trovi qui sotto.

A te non costa nulla, mentre a me ripaga dell’impegno che ho messo per scriverlo. Ti ringrazio infinitamente!

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A presto!

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