Le commissioni sui fondi comuni di investimento: come i costi uccidono il rendimento

commissioni sui fondi comuni di investimento

In questo articolo ti spiego qual è il principale motivo che porta chi investe i propri soldi nei Fondi Comuni a non raggiungere i rendimenti che gli spetterebbero.

No, non è come pensi! Non si tratta dei cali di borsa.

Il principale motivo di scarsi o nulli rendimenti è il peso delle commissioni!

Ok, te lo dico subito all’inizio: se hai solo 30 secondi di tempo, vai alla fine dell’articolo, guarda l’immagine sul peso dei costi sui rendimenti, spaventati, riprenditi e iscriviti alla Newsletter per capire come fare ad evitare questo disastro ecologico.

Se invece vuoi approfondire e capire a fondo il problema continua a leggere.

Scoprirai come identificare i veri costi dei fondi comuni di investimento e il peso delle relative commissioni.

COME SI CALCOLANO LE COMMISSIONI?

Lo ammetto, sono sempre stato un grande fan del listino prezzi.

Mi piace l’idea di sapere sempre quanto costa la cosa che sto comprando.

Quando effettuo un acquisto, la cosa che mi fa più arrabbiare è arrivare alla cassa, o all’ultimo passaggio nel carrello dell’acquisto online e scoprire una commissione extra che prima non c’era.

La mia mente stava già fantasticando sull’utilizzo del nuovo “giocattolo” e SBAM!, mi applicano un balzello aggiuntivo.

Cosa faccio? Lo lascio li? Ma no dai, ormai l’ho preso…“vabbè dai stavolta è andata così, ma non succederà mai più”, ringhio a denti stretti mentre le orecchie fumano di rabbia.

Purtroppo, quando si tratta delle commissioni sui fondi comuni d’investimento, la sensazione è più o meno la stessa.

Sei seduto/a? Bene, allora posso dirti che i costi sono la variabile che pesa maggiormente nell’ammazzare i rendimenti dei tuoi investimenti. Non ci credi? Leggi fino in fondo e scoprirai che puoi perdere fino a 100.000 €.

Quale indicatore utilizzare?

commissioni sui fondi comuni di investimentoVista la complessità della materia è stato creato un indicatore univoco per cercare di confrontare i costi dei vari fondi.

Prima si utilizzava il  TER (Total Expense Ratio), mentre da qualche anno è stato introdotto un altro indicatore, le SPESE CORRENTI.

Qual la differenza tra i due?

Il TER incorpora le commissioni di performance, mentre le “Spese Correnti” no.

Ti ho perso? Ti capisco…continua a leggere che ti spiego di cosa sto parlando.

 

Per confrontare il prezzo di fondi alternativi si può andare sul sito di Morningstar, guardare le “Spese Correnti”, scegliere le più basse ed il gioco è fatto! Facile, no?

C’è un piccolo problema: questo indicatore non incorpora tutte le commissioni che vengono effettivamente pagate dall’investitore, ma solo le commissioni di gestione, deposito e amministrazione.

Ma perché, ce ne sono altre? Ebbene si!

Il numero di commissioni sui fondi comuni di investimento è effettivamente alto, e le più dannose purtroppo sono quelle che non si vedono (definite commissioni “implicite”).

Cerchiamo di fare un po’ d’ordine. Ecco le diverse categorie:

  1. Esplicite vs Implicite;
  2. Fisse vs Variabili;
  3. Una Tantum vs Periodiche.

Ti gira già la testa? La mia non si è ancora fermata…

Ora ti faccio un piccolo elenco e ti spiego su cosa devi fare attenzione.

Commissioni Esplicite

Presenti sui prospetti informativi:

  1. Commissioni di ingresso (sottoscrizione): per l’entrata nel fondo di investimento;
  2. Commissioni di switch: se vuoi cambiare fondo in cui investire;
  3. Commissioni di uscita: per l’uscita dal fondo di investimento;
  4. Commissioni di gestione: è il costo del gestore del fondo e comprende anche l’attività di consulenza;
  5. Commissioni di amministrazione: costi legali e spese amministrative;
  6. Commissioni di deposito: per remunerare la Banca su cui vengono depositate le somme investite.

Commissioni Implicite

Non presenti sui prospetti informativi:

  1. Commissioni di negoziazione: per l’acquisto e la vendita di quote del fondo nel periodo di investimento.

Variabili e Annuali:

  1. Commissioni di performance: se il gestore raggiunge un rendimento più alto del mercato;
  2. Commissioni di gestione: sempre quelle di prima.

Fisse e Una Tantum

Si pagano a prescindere dall’importo dell’investimento e si ammortizzano negli anni. Più tempo rimani nel fondo, minore sarà il loro impatto sul tuo rendimento:

  1. Commissioni di ingresso (sottoscrizione);
  2. Commissioni di uscita;
  3. Commissioni di switch;
  4. Diritti fissi.

Tutti i costi si trovano all’interno del KIID (Key Investor Information Document) e del Prospetto Informativo.

Sono letture noiose, lo capisco, ma non vanno in alcun modo evitate.

Qui si parla di risparmiare diverse migliaia di €, non proprio noccioline.

Nello specifico, assicurati di fare attenzione ai seguenti punti:

  1. Commissioni di performance e gestione: Attenzione alla frequenza con cui devi pagarle. Un conto è sostenere un costo dell’1% una volta l’anno, un conto è farlo 2-3-4 volte l’anno!!!
  2. Commissione di distribuzione: Ovvero quanto guadagna il soggetto che ti distribuisce il fondo (cioè la Banca). Se chiedi di comparare questo costo su fondi simili puoi avere un’idea se la Banca sta facendo il tuo o il suo interesse.

MA QUANTO PAGO?

commissioni sui fondi comuni di investimentoUno studio ha calcolato che in media i Fondi Comuni in Italia costano l’1,42% (tra i più cari in Europa).

Peccato che per fare quest’analisi il parametro utilizzato è il TER che, come dicevo, non comprende le commissioni implicite. Ma quanto pesano queste ultime? Tieniti forte!

Il quadro completo lo offre uno spiazzante articolo uscito su Forbes qualche anno fa, il quale ha fatto un calcolo abbastanza omnicomprensivo delle principali voci di costo e del loro peso sulla qualità dell’investimento.

Il risultato è che, mediamente, l’impatto totale delle commissioni è del 3.17% sul rendimento finale!!!

Pensi sia poco? Lo sai che mediamente gli ETF costano tra lo 0,15% e l’1%? Si, hai letto bene, 0,15%!!! (per approfondire leggi qui).

Calma, il bello sta arrivando!

QUANTO INCIDONO SUL RENDIMENTO?

Proviamo a far una simulazione per vedere il reale impatto di tutte queste commissioni.

Immagina che tu e un tuo amico facciate lo stesso investimento.

Avete un capitale iniziale di 15.000 €, tu scegli un fondo comune costoso, mentre il tuo amico un portafoglio di ETF a basso costo.

Inoltre decidete di investire 400 € al mese per 30 anni e, per rendere il nostro esempio adeguato, entrambi avete un rendimento del 5% annuo.

Piccola differenza: tu paghi il 3% di commissioni sui fondi comuni di investimento (la media vista sopra, costi impliciti compresi), mentre il tuo amico l’1% (il massimo per le media degli ETF a basso costo).

Come si presenta lo scenario alla fine dell’investimento?

2% di commissioni
commissioni sui fondi comuni di investimento

 

4% di commissioni

commissioni sui fondi comuni di investimento

Hai visto?

Avete investito la stessa somma di denaro, ma tu hai lasciato per strada quasi 100.000 €, cioè il 31% in meno!!!

Hai ancora dei dubbi sull’importanza dei costi?

Allora pensa questo: se l’interesse annuo che maturi fosse il 2%, considerate tasse, oneri e costi vari finiresti per avere un rendimento NEGATIVO!

Perdi soldi per via delle commissioni eccessive…

 

COSA FARE PER RIMEDIARE

Ecco quindi cosa devi fare per ridurre i costi del tuo investimento e, di conseguenza, aumentare esponenzialmente il tuo rendimento:

  1. Prendi atto che i costi incidono molto sull’andamento del tuo investimento;
  2. Leggi i fogli informativi e il KIID dei prodotti che ti propongono;
  3. Valuta attentamente gli strumenti alternativi che costano meno;
  4. Considera che non dovresti avere un portafoglio che ti costi più del 1,5%-2%. Ricordati che poi ci sono anche le tasse…
  5. Leggi la Guida completa su come investire soldi.

 

Se grazie a questo articolo passi all’azione e riduci il costo dei tuoi investimenti anche solo dello 0,5%, quanto ti ho fatto guadagnare in rendimento quest’anno? E durante tutto il periodo del tuo investimento?

Se vuoi approfondire e scoprire come impostare una corretta strategia di investimento puoi scaricare l’E-Book GRATUITO su Come imparare ad investire i tuoi soldi“.

26 comments

  1. Ciao Matteo,

    sono appena entrato in contatto con il tuo sito e sto leggendo con molto interesse i tuoi articoli!
    Essendo ancora nuovo del settore, faccio ancora fatica a capire quanto incidono le spese correnti sul capitale investito (trovo molti esempi quando i fondi producono utili, ma nessun esempio quando sono in perdita). Possiamo fare un esempio? Investo €10.000, spese di gestione 2% (consideriamole, solo per semplicità, come spese totali del fondo). Ci troviamo in un momento no per la borsa e nel 2016 perdo l’1%, nel 2017 pure. Quanto mi ritrovo il 1 gennaio 2018? Provo a fare due calcoli (per capire se sbaglio): 10.000 – (1% + 2%) = 9700. Nel 2017 invece: 9700 – (1% + 2%) = €9409. E’ corretto?

    1. Ciao Valerio,

      si, le spese di gestione vengono prelevate anche in presenza di un segno meno alla fine dell’anno e si sommano all’eventuale rendimento negativo.

      In teoria ci sarebbero anche le commissioni di performance, che però non dovrebbero essere prese se non si ottiene un rendimento positivo. Ma qui il condizionale è d’obbligo, perché spesso succede che i complessi meccanismi di calcolo fanno si che vengano decurtate lo stesso.

      Ho risposto ai tuoi dubbi?

      1. Ti ringrazio Matteo, tutto molto chiaro! Ti seguirò anche su TWTR per restare aggiornato su nuovi articoli pubblicati!

  2. In un fondo che ho sottoscritto ho:

    Core Series – Core Dividend E EUR Acc
    Commissione max da prospetto 3,00%
    Commissioni ingresso applicate online 1,50%
    Commissione uscita (Max) 0,00%
    Commissione gestione annua 2,40%

    Quindi pago il 2,4% di quanto ho investito tutti gli anni e eventualmente anche sull’utile?

    Grazie

    1. Ciao Mirko,

      si la commissione di gestione la paghi tutti gli anni sul capitale investito, ma non colpisce gli (eventuali) utili.

      Gli utili sono quello che ti rimane dopo che il rendimento è passato anche sotto la commissione di performance.

      Ciao

  3. Ciao scusami volevo sapere, é vero i fondi comuni di investimento di poste parlano solo di spese di 2 € di sottoscrizione pi 10€ per emissione pac però il mio dubbio sono le uniche spese di gestione che variano a seconda del fondo ma il mio quesito si sommano per tutti gli anni di permanenza al fondo oppure si pagano una sola volta (esempio spese di gestione 1,2 % se il fondo lo tengo tre anni e da moltiplicare 1,2 x 3 = 3,6% come spesa)oppure si paga una sola volta??poi si paga anche si il fondo non ha portato risultati positivi quindi minusvalenze??

    1. Ciao Salvatore,

      si le commissioni di gestione si pagano una volta all’anno, per tutti gli anni di permanenza nel fondo, a prescindere dal risultato ottenuto.

      Stai valutando un fondo di Poste Italiane?

  4. ciao cosa ne pensi dei fondi bancoposta mix1 e mix3? ne ho appena diversi k per ciascuno ma sta cominciando a venirmi qualche dubbio e non ti nascondo che comincio a preoccuparmi, ti sarei estremamente grato se avessi la cortesia di rispondermi , grazie in anticipo

    1. Ciao Gianni,

      il prospetto informativo dice che i costi sono bassi (Mix 1 – 1,14% e Mix 2 – 1,48%) e che non ci sono spese di sottoscrizione.
      Però contemporaneamente dice anche che ci sono dei diritti fissi da applicare per la sottoscrizione (?!?).
      Il peso delle spese fisse è sempre tanto alto quanto più è basso l’importo investito.
      Però non è chiaro se questi diritti fissi si applicano ad ogni versamento oppure una tantum.

      Poi però se vai a controllare l’andamento dei fondi rispetto ai loro benchmark, vedi che la differenza si sta allargando…

      Banco Posta Mix 1

      Questo il link al fondo su Morningstar:
      http://www.morningstar.it/it/funds/snapshot/snapshot.aspx?id=F0GBR053FW

      Banco Posta Mix 3

      Questo il link al fondo su Morningstar:
      http://www.morningstar.it/it/funds/snapshot/snapshot.aspx?id=F00000XHCD

      Io chiederei spiegazioni al riguardo…

  5. Ciao, cosa mi puoi dire sui PIR? Con la nuova legge di bilancio è stata tolta la tassazione sul capital gain e il PIR che sto valutando non prevede commissioni di sottoscrizione, di uscita e di performance, ma “solo” commissioni di gestione pari al 2%. Tra l’altro, facciamo finta che io versi 100 € al mese per i 12 mesi del primo anno, su cosa viene calcolato il 2%?
    Grazie

    1. Ciao Antonio,

      sui PIR ho scritto questo articolo:
      https://www.mypecunia.com/cosa-sono-piani-individuali-risparmio-pir/

      Magari fammi sapere se ti aiuta a chiarirti un po’ le idee.

      Le commissioni di gestione si calcolano sul valore medio delle quote del fondo in quel periodo (cioè il NAV – Net Asset Value).
      Alcuni fondi lo fanno tutti i mesi, altri ogni 3 mesi, altri ancora ogni 6 mesi.
      Devi guardare all’interno del prospetto informativo.

      In alcuni casi la commissione viene prelevata ad ogni versamento.

      In generale, il 2% mi sembra già un po’ alto come costo, visto che è molto probabile che ci siano anche altre spese, come le commissioni di negoziazione delle quote del fondo.
      Inoltre sei sicuro che non ci siano le commissioni di performance?

    1. Ciao Andrea, grazie a te per il commento!

      No, non devi sommarle.

      Sono una compresa dentro l’altra (Gestione dentro Spese Correnti).

      Certo, scritte così, capisco che possa essere fuorviante.

      Però, come si diceva anche nei commenti precedenti, attenzione perché tra le Spese Correnti non sono comprese le commissioni di performance, vero ago della bilancia.

      E comunque si, come dici anche tu, se passassero il 3% dovresti controllare la capienza del conto corrente (perché sei entrato in gioielleria ;-)).

      1. Grazie per il chiarimento. Le Spese Correnti si applicano sul controvalore o sul valore investito inizialmente? E nel caso le calcolo sul “lordo” o con tasse già pagate?
        Grazie per gli utili chiarimenti a uno poco esperto.
        Andrea

        1. Le Spese Correnti vanno applicate sul valore medio delle quote in quel momento (il NAV – Net Asset Value), al lordo delle tasse (le tasse sono sempre l’ultimo scoglio da superare).
          Non ti preoccupare Andrea, in questi ambiti la trasparenza è un optional…

  6. Ciao, due domande se posso.
    1) Il TER adesso non è stato sostituito dalle Spese Correnti? Comprendono gli stessi costi o sono cambiati?
    2) Guardando su Morningstar i vari prodotti, vedo i costi (appunto le spese correnti), ma come faccio a sapere quanto incidono? Cioè ad esempio un costo del 2% incide annualmente? E su quale capitrale, quello iniziale? Quello del momento??
    Grazie

    1. Ciao Fabio, certo che puoi! Rispondo volentieri.

      1) Si, il TER è stato sostituito dalle Spese Correnti, che infatti adesso sono segnalate nei KIID.
      Come spesso accade però, cambia la forma ma non la sostanza.
      Non sembra infatti essere migliorata la trasparenza di queste comunicazioni.
      I due indicatori sono diversi, in quanto le Spese Correnti non considerano le commissioni di performance, che invece vengono calcolate nel TER.
      Questo è il motivo per cui molti fanno ancora riferimento al TER.
      C’è molto dibattito sull’argomento riguardo al fatto che le Spese Correnti non siano un indicatore efficace per far capire alla gente il reale costo dello strumento finanziario.
      Ad ogni modo, aggiungo la precisazione anche nell’articolo, così da evitare confusione.

      2) Il costo va calcolato sul NAV (Net Asset Value) medio del periodo di riferimento (tendenzialmente l’anno).

      Facile, no?…

      1. Perfetto, grazie.
        Tra l’altro aggiungerei che non sempre è di facile lettura. Mi riferisco appunto alle commissioni di performance. Infatti ci sono fondi che li prevedono ma in maniera molto articolata e, di conseguenza, di difficile interpretazione. Ed anche capire se le paghi una o più volte l’anno. Io ad esempio sono in difficoltà con un fondo perchè non capisco quante volte si paghino queste commissioni nè a quanto ammontano visto che mi dice che “la commissione di performance non è pari al 5% della differenza positiva tra l’aumento annualizzato del valore degli attivi e l’Euribor a 3 mesi”.
        Infatti non sono per niente d’accordo a questo cambio di rotta TER-Spese correnti. Col TER era meglio visto che comprendeva già le spese di performance.

        Read more https://www.mypecunia.com/le-commissioni-sui-fondi-comuni-investimento/#comment-581

        1. Fabio, non ho abbastanza parole per commentare la frase che hai riportato…

          La comunicazione finanziaria è veramente confusa, tremenda e fuorviante.
          Ho in cantiere un articolo che ne parla, per mostrare alcuni dei vari “trucchetti” utilizzati per confondere le idee.

          La commissione di performance è ovviamente una delle più controverse e dibattute e puoi capire facilmente il perché.

          Sono d’accordo sul fatto che il TER dava più informazioni.
          E’ già difficile, in generale, riuscire a districarsi nei meandri dei documenti informativi.
          Figuriamoci poi quando gli indicatori riducono, invece di aumentare, il numero di informazioni che comunicano.

          Un mio vecchio professore diceva sempre “la normativa finanziaria ha introdotto la trasparenza obbligatoria anche se, nei fatti, documenti lunghissimi e incomprensibili forse ne hanno portata meno di prima“…

  7. Articolo interessante. La nostra startup (www.refees.it) è nata proprio per rendere più consapevole il risparmiatore in merito al reale ammontare delle commissioni gravanti sul suo portafoglio e di quanto queste possano incidere in misura pesante sul rendimento finale del suo investimento. Inserendo il proprio portafoglio (dopo essersi iscritti gratuitamente ed in modo anonimo) è possibile vedere a quanto tali commissioni ammontino. E soprattutto quanto si potrebbe risparmiare utilizzando strumenti più efficienti come gli ETF.
    Filippo Livorno
    co-founder reFees

    1. Ciao Filippo, avete già dei dati concreti sul livello delle commissioni implicite da mostrare?
      Sono in linea con gli studi fatti da altri?

      1. Ciao Matteo.
        Considera che noi ritorniamo agli utenti le spese correnti/TER dei prodotti in loro possesso e i dati sono in linea con quanto hai riportato tu nel tuo articolo. I transaction costs non riusciamo a determinarli. Quello che è evidente nei portafogli che gli utenti stanno caricando sul sito è che il livello commissionale di un portafoglio gestito in Italia è decisamente alto (abbiamo portafogli con punte di oltre il 2,5% di TER sull’intero portafoglio!), soprattutto considerando che solo una piccola percentuale dei fondi attivi presenti nel nostro db (che comprende tutto l’universo investibile in Italia tra fondi comuni di investimento e SICAV) si è dimostrato consistente nel battere il proprio benchmark!

        1. Grazie per i dati.
          Speravo vivamente che mi potessi smentire…
          Lasciamelo dire, questa modalità non è più sostenibile.
          Del resto è la cultura tipica del mondo del risparmio gestito che gioca sullo squilibrio di informazioni con l’investitore.
          Però, sempre più persone si stanno accorgendo che c’è qualcosa che non va e che i loro guadagni vengono letteralmente mangiati da questo sistema di commissioni spropositate.
          Ad ogni modo, qui si continuerà a dire che “Il re è nudo”!

  8. Sarebbe interessante un articolo dove si mostra che la vendita dei fondi non è un’esclusiva del canale bancario o del consulente/promotore. Esiste un alternativa. La SGR stessa che li produce.

    spero di averti dato uno spunto interessante

    Iacopo

    1. Ciao Iacopo, effettivamente ho già in cantiere un articolo che riguarda le SGR. Bisogna fare luce su alcuni aspetti e io ho diverse cose da dire sull’argomento…

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