Il Debito Buono

come riconoscere il debito sostenibile

Nella cultura generale, la parola “debito” suscita sensazioni negative, rinforzate da espressioni evocative che suggeriscono emozioni come la paura ed il timore.

“E’ crollato sotto il peso dei debiti.”

“E’ schiavo dei suoi debiti.”

“Chi non ha debiti è ricco.”

Oggi vorrei spiegarti che esistono diversi tipi di debito, tra cui uno che possiamo definire “buono”: chi vuole maturare intelligenza finanziaria deve necessariamente essere in grado di distinguerli.

 

Il concetto di debito è strettamente legato a quello di tempo. Pensaci bene: tutte le volte che contrai un debito stai anticipando nel tempo l’acquisto di un bene per il quale avresti dovuto attendere l’accumulo della liquidità.

Prendiamo la casa come esempio principale: dover aspettare di avere sul conto corrente tutti i soldi necessari all’acquisto, potrebbe farci diventare anziani prima di diventare proprietari dell’immobile.

 

Naturalmente, la possibilità di poter anticipare l’acquisto del bene in questione, è possibile a fronte del pagamento di una maggiorazione nel prezzo, ovvero il tasso di interesse.

Ogni mese avremo quindi un’uscita fissa che ha l’obiettivo di ripagare il debito precedentemente contratto.

A parte la soddisfazione per l’acquisto tanto desiderato, non penso di conoscere nessuno che provi piacere nel pagare le rate di un mutuo o di un finanziamento. E fin qui tutto regolare.

sostenibilità

Tutte le volte che devi prendere la decisione di contrarre un debito, la regola aurea dell’intelligenza finanziaria dice che devi essere sicuro che il suo rimborso sia sostenibile.

Quindi, quando effettui la tua valutazione, è necessario:

  1. Calcolare la differenza tra le tue entrate e le tue uscite mensili. Questo è il tuo “reddito disponibile”
  2. Individuare l’importo mensile del debito che stai per contrarre.
  3. Rapportare l’importo del debito al reddito disponibile.
  4. Se questo rapporto è inferiore al 60%, allora possiamo considerare il debito come “sostenibile” e puoi procedere.
  5. Se il rapporto è superiore al 60%, accendi una spia d’allarme, poiché potresti rischiare di non essere in grado di sostenere il peso di questo debito nel tempo. Al minimo imprevisto non avresti ulteriore reddito disponibile a cui attingere.

Ti consiglio quindi di non superare mai questa soglia di “tranquillità”.

Siccome il debito riduce la nostra capacità di spesa, una persona in possesso dell’intelligenza finanziaria starà molto attenta a non caricarsi di una quantità di debito eccessivo.

Riuscire a mantenere il proprio equilibrio finanziario è uno dei concetti base di tutti coloro i quali sanno gestire i propri soldi nel migliore dei modi.

 

Esiste però una tipologia di debito che possiamo definire “buono”, e ti posso garantire che in alcuni casi il suo rimborso può addirittura darti soddisfazione.

Anche quando dobbiamo contrarre un debito di questo tipo, è necessario tenere a mente ed applicare tutte le regole dell’equilibrio finanziario e della sua sostenibilità nel tempo.

Qui tuttavia entra in gioco una variabile aggiuntiva che rende il processo positivo e maggiormente sostenibile.

 

Ricordi la differenza tra attivi e passivi? L’ho spiegata in questo articolo.

Gli attivi sono beni che portano un cashflow positivo (flusso positivo di denaro) nelle tue tasche.

Quindi, ogni volta che contrai un debito per acquistare un attivo, possiamo definirlo “debito buono”.

L’acquisto di un attivo ti permetterà di aumentare le tue entrate e il tuo reddito, quindi, contrarre un debito per poter avere accesso ad un maggiore reddito, è una scelta finanziariamente intelligente.

 

Naturalmente, bisogna valutare bene caso per caso. Alcuni attivi producono reddito nell’immediato, mentre altri hanno bisogno di più tempo per potersi esprimere.

Inoltre non tutti gli attivi sono adeguati per essere acquistati tramite debito.

Ad esempio, non ha molto senso comprare titoli azionari a debito. Non saresti in grado di sostenere le rate con il maggiore introito (non sempre presente all’inizio) e inoltre ti esporresti a maggiori rischi nel caso in cui non costruissi un portafoglio titoli adeguato.

 

Possiamo fare un discorso diverso per quanto riguarda gli immobili.

Acquistare un immobile da poter mettere subito dopo in affitto, ti permette di utilizzare gli incassi mensili per ripagare le rate del mutuo.

Se poi tali rate sono inferiori all’affitto attivo, rimarranno ulteriori risorse per pagare le spese di mantenimento dell’immobile e magari mettere anche qualcosa da parte.

Se nel tempo riesci ad accumulare una piccola somma, potresti pensare di ridurre volontariamente il capitale preso in prestito, diminuendo ulteriormente il peso della rata mensile e accelerando il momento di pieno godimento dei frutti del tuo nuovo attivo.

Una volta estinto il mutuo, ti ritroveresti con un bene attivo che crea ricchezza e potresti utilizzare i nuovi redditi per raggiungere alcuni degli obiettivi che ti sei prefissato quando hai fatto la tua pianificazione finanziaria.

Prova a pensare che impatto può avere un maggiore introito mensile di questa portata se venisse indirizzato ad esempio verso una pensione integrativa, oppure verso l’università dei figli, o addirittura una serie di viaggi annuali in giro per il mondo!

 

Chiaramente, quando si vuole compiere un’operazione di questo tipo, bisogna prendere in considerazione tutti gli aspetti in gioco: le tasse, le spese da sostenere, il peso della rata mensile (potrebbe succedere che per qualche periodo la casa rimanga sfitta), e così via.

Vogliamo assolutamente evitare di prendere delle decisioni affrettare o sbagliate. Se non hai le competenze adeguate, è necessario avvalerti di uno o più professionisti, il cui costo andrà sommato a quelli citati precedentemente.

 

Tornando al concetto oggetto di questo articolo, il debito è spesso un compagno noioso, anche quando ci aiuta ad acquistare in anticipo i beni o i servizi di cui necessitiamo.

Esiste però una categoria di debito che possiamo definire “buono”, quello che ci aiuta ad acquisire degli attivi, cioè beni che creano un cashflow positivo.

In questo caso, il debito è uguale a quello che contraggono le aziende con le banche quando investono per comprare macchinari utili ad aumentare la produzione industriale.

Alla fine del processo verrà creata ricchezza aggiuntiva, che a sua volta potrà essere utilizzata o reinvestita a seconda delle esigenze.

 

Avevi mai pensato al debito in questi termini?

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