Cosa sono le Gestioni Separate delle Polizze Vita: sfatiamo il mito del rendimento garantito e del capitale assicurato

cosa sono le gestioni separate delle polizze vita

Hai presente quando entri nel “super-bancato” (il supermercato degli strumenti finanziari, ovvero la Banca) e, tra una cosa e un’altra, per venderti un’assicurazione sulla vita ti dicono frasi del tipo:

Guarda, questa polizza è il modo più sicuro in assoluto di investire i tuoi soldi. Hai il capitale assicurato a scadenza e un rendimento minimo garantito. Non esiste nulla di più sicuro in giro

E ancora:

Sei in una botte di ferro. I soldi vanno nella Gestione Separata e hai il capitale garantito al 100%!!!

E tu ti chiedi “Ah, bello! Ma cos’è una Gestione Separata?”.

Ecco appunto, cerchiamo di capire meglio cosa sono le gestioni separate delle polizze vita.

Allora, il principale punto di forza di questi strumenti, sbandierato da tutti venditori del globo terracqueo, è l’assicurazione del capitale a scadenza e del rendimento minimo garantito.

Ma sei sicuro che sia realmente così?

Io per nulla, e nelle prossime righe ti dimostro il perché.

Come abbiamo già visto nell’articolo introduttivo, le assicurazioni sulla vita (o polizze vita), sono strumenti attraverso i quali, in cambio del pagamento di un premio, un soggetto (il beneficiario) riceve una somma di denaro sotto forma di capitale o di rendita, al verificarsi di un determinato evento legato alla vita dell’assicurato (vita o morte).

Nel corso del tempo questi strumenti si sono poi evoluti e hanno preso sempre di più i connotati di un veicolo di investimento, lasciando per strada gli aspetti di tipo assicurativo.

Ma entriamo più nel dettaglio.

COS’E’ UNA GESTIONE SEPARATA

cosa sono le gestioni separate delle polizze vita

Quando paghi i premi di una polizza sulla vita rivalutabile, la compagnia di assicurazione li fa confluire all’interno di un “fondo separato”.

Tale “fondo” si chiama, appunto, Gestione Separata.

Questi premi poi, decurtati di una serie di costi detti “caricamenti”, vengono investiti in attività finanziarie, il cui rendimento sarà il risultato su cui si baserà il riscatto della polizza a scadenza.

Ma perché la Compagnia separa questo capitale invece di metterlo insieme agli altri?

Bè perché in questo modo tutela il patrimonio composto anche dai tuoi premi.

Creando una Gestione Separata con i premi degli assicurati che sottoscrivono le polizze vita, la Compagnia, automaticamente, protegge queste somme da un suo eventuale fallimento futuro e da possibili ripercussioni negative date da una gestione non efficiente.

Questi soldi, infatti, non possono essere utilizzati per ripianare eventuali perdite di bilancio e non sono più attaccabili da nessun creditore, perché non sono assimilabili al patrimonio della compagnia di assicurazione.

Ma gli effetti speciali non finiscono qui.

Ecco l’elenco delle caratteristiche più importanti.

LE CARATTERISTICHE DELLE GESTIONI SEPARATE DELLE POLIZZE VITA

  1. CAPITALE ASSICURATO

Sulla base del premi versati, la Compagnia ti assicura di ricevere un determinato capitale a scadenza, di solito dato dalla rivalutazione dei premi al tasso minimo garantito.

  1. RENDIMENTO MINIMO GARANTITO

Il rendimento delle polizze vita dipende dal risultato dell’attività di investimento della Gestione Separata.

La Compagnia ti assicura un tasso minimo garantito sulle somme versate, anche nel caso di scenari negativi.

Ma, per rendere la vita semplice a tutti, viene fatta una distinzione tra “Tasso Tecnico” e “Rendimento Minimo Garantito”.

Il Tasso Tecnico è una % di Rendimento Minimo Garantito che la Compagnia ti anticipa subito, sotto forma di sconto sui premi da versare.

Paghi quindi dei premi inferiori.

Bello, così poi hai un capitale più basso per maturare gli interessi composti…geniale!

Poi, alla fine, questa % anticipata verrà tolta dal Rendimento Minimo che ti viene garantito sulle somme investite.

Non desistere, ti prometto che usciremo vivi da questa descrizione…

  1. L’ALIQUOTA DI RETROCESSIONE

L’aliquota di retrocessione è la quota di rendimento che ti viene riconosciuta.

Si, esatto, hai letto bene!

Non hai accesso al 100% del rendimento maturato dai tuoi soldi.

Questa aliquota si trova, mediamente, intorno all’80%…perciò il restante 20% se lo tiene la compagnia di assicurazione.

Apperò.

  1. PREMIO PURO

Queste polizze solitamente integrano diverse prestazioni in un’unica soluzione.

Essendo polizze vita, ad esempio, integrano anche il caso contrario, aggiungendo quindi una copertura in caso di morte.

Questa copertura deve avere il pagamento di un premio a se stante, incluso già all’interno del premio generale.

La quota di premio relativa alla copertura in caso di morte si chiama “premio puro” e non concorre all’ammontare di denaro che viene investito.

Il motivo è che la Compagnia deve mettere da parte queste somme in caso si presenti l’evento che porta al riscatto.

  1. CARICAMENTI

I caricamenti sono degli oneri che servono alla Compagnia principalmente per:

  1. Remunerare la rete distributiva che ha venduto la polizza (il super-bancato & co.)
  2. Coprire gli oneri di emissione e gestione della polizza

Il punto è che i caricamenti sono costi che vengono sottratti dal premio che paghi e che non vengono mai investiti.

Apperò.

  1. LIVELLO DI SICUREZZA

L’Organo di Vigilanza del Settore Assicurativo (IVASS), ha stabilito che i patrimoni delle Gestioni Separate possono essere investiti SOLO in titoli che rispettino l’esigenza di garantire la sicurezza, la redditività e la liquidità degli investimenti.

Ma in che senso scusa? C’è bisogno di dirlo?

Altrimenti cosa succedeva? Mi garantivano l’insicurezza, la perdita e la scarsa liquidità degli investimenti?

Ma poi, vuoi sapere quali sono questi strumenti?

Naturalmente i titoli di stato.

E qui potrei scrivere un libro sulla loro “capacità di rispettare l’esigenza di garantire la sicurezza ecc…” (per info chiedere alla Grecia).

  1. SOMME IMPIGNORABILI E INSEQUESTRABILI

Tutte le somme versate nelle gestioni separate delle polizze vita rivalutabili non possono essere pignorate e sequestrate.

Bene, ma attenzione a non far diventare questo il motivo principale dell’investimento in una polizza vita.

  1. SUCCESSIONE ED ASSE EREDITARIO

I premi versati sono esenti dall’imposta di successione e non rientrano all’interno dell’asse ereditario.

Questo è vero fino a che non cambierà la legge.

Incrociamo le dita.

MA QUINDI CONVENGONO?

cosa sono le gestioni separate delle polizze vita

Chiaramente il mero elenco delle caratteristiche non ti dice nulla rispetto alla loro convenienza.

Ma ha il pregio di aiutarti a capire la seguente riflessione.

Partiamo col dire che le Gestioni Separate delle Polizze Vita rappresentano la quota più rilevante dei rendimenti nei bilanci delle Compagnie Assicurative (dati ANIA).

Forse starai pensando…“e a me chemmenefrega!”.

Bè, ti dovrebbe interessare nella misura in cui ti viene offerto uno strumento (apparentemente) assicurativo, ma per fini di investimento.

Il motivo di questa forte spinta commerciale è che si tratta di prodotti molto remunerativi…per loro.

Un po’ come quando vai in Posta per mandare una raccomandata e finiscono per tentare di venderti un cellulare…

Le Polizze Vita a gestione separata sono delle vere e proprie soluzioni di investimento, le quali, di fatto, hanno perso di vista l’obiettivo assicurativo.

Diciamolo pure, se sottoscrivi una polizza vita di questa categoria, nella maggior parte dei casi non lo fai per proteggerti, ma semplicemente per investire un po’ di capitale.

Il punto è che, con la promessa del capitale assicurato e del rendimento minimo garantito, hanno invogliato tantissime persone a sottoscriverle, salvo poi restituire un risultato ben diverso da quello promesso.

Ma facciamo un esempio concreto per capirci meglio e per sfatare, una volta per tutte, il mito del rendimento minimo garantito e del capitale assicurato.

Ci sei? Sei ancora con me? Forza che ci siamo quasi!

Diciamo che sottoscrivi una Polizza Vita Rivalutabile a Gestione Separata a 20 anni, con un premio annuo di 1.000 € e un 2,5% di rendimento annuo garantito.

Il capitale assicurato a scadenza è di 23.038 €.

Vediamo se conviene.

Come ho anticipato, prima di essere investito, il tuo premio viene immediatamente decurtato di alcuni “caricamenti”, facciamo un 2%.

Da 1.000 € iniziali siamo quindi già scesi a 980 €.

A questi dobbiamo sottrarre poi il “premio puro”, perché la polizza include anche la copertura in caso di morte.

Perciò dobbiamo toglierlo e, facendo ancora una stima molto conservativa, diciamo che paghi “solo” 80 €.

Quindi, ricapitoliamo, hai messo 1.000 € di premio e ti ritrovi che, alla fine, vengono investiti nella Gestione Separata solo 900 €.

Per chi stesse contando si tratta del -10%.

Un po’ come se dovessi partecipare ad una gara sui 100 metri, ma partissi 10 metri più indietro rispetto agli altri (n.b., dai dati Ania la media dei caricamenti pre-investimento è intorno al 12%).

Però ti senti tranquillo perché hai comunque un 2,5% di rendimento annuo garantito.

Poi scopri (perché te lo dico io adesso) che il rendimento della Gestione Separata si calcola sui restanti 900 €, non sui 1.000 € iniziali.

Apperò…

Perciò, i vari calcoli si devono fare sui soldi che vengono effettivamente investiti nella gestione separata, non sul premio iniziale.

Bene, a questo punto è arrivato finalmente il momento di parlare dell’elefante rosa nella stanza…ovvero del capitale assicurato.

Se riprendiamo il nostro esempio, abbiamo detto che la Polizza Vita, su un premio di 1.000 € annui e un tasso minimo garantito del 2,5% ti assicura un capitale a scadenza di 23.038 €, perché abbiamo scoperto che lo calcola sui restanti 900 € investiti.

Vogliamo fare i calcoli e vedere cosa succede se si applica il 2,5% su tutti i 1.000 €?

Guarda queste due tabelle.

INVESTIMENTO CON PREMIO PIENO

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INVESTIMENTO CON PREMIO RIDOTTO

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Come vedi, se avessi una reale rivalutazione piena dei tuoi premi al 2,5% annuo, il capitale totale assicurato a scadenza dovrebbe essere di 25.597 €, cioè con una differenza di ben 2.559 €.

Per chi stesse ancora contando si tratta del 11,10% in più!!!

Sei svenuto?

Ritieni ancora che si tratti “del modo più sicuro di investire i tuoi soldi”?

Domanda banale #1: A parità di rischio quindi, comprando gli stessi strumenti finanziari, perché dovrei passare per la Gestione Separata e lasciare per strada così tanti soldi?

Domanda banale #2: Un investimento che per natura è molto conservativo, essendo composto da strumenti a basso rischio, potrà mai raggiungere delle percentuali di rendimento tali da giustificare e coprire tutti questi oneri?

Ma andiamo avanti.

Non abbiamo infatti analizzato la convenienza dell’investimento finanziario.

Abbiamo visto che, nel caso in cui ci siano dei rendimenti positivi, non ricevi tutti i frutti dell’investimento, perché la Compagnia te ne restituisce solo una parte, la famosa “Aliquota di Retrocessione”.

Mettiamo che sui tuoi 900 € rimasti hai un rendimento, a fine anno, del 4%.

L’aliquota di retrocessione è all’80%, il che significa che la Compagnia si tiene il 20% del tuo guadagno.

Apperò.

Quindi non ti spetta il 4% ma, bensì, il 3,2%.

In più, ti è già stato anticipato un tasso tecnico del 2%, ricordi?

Quindi facciamo che lo togliamo dal 3,2% rimasto, così, a conti fatti, tu ricevi l’1,2%…lordo…su cui poi devi naturalmente pagare anche le tasse, si capisce.

Apperò.

Non ti rimane molto di quel 4%.

Se invece il rendimento a fine anno fosse dell’1,5%, essendo sotto il rendimento minimo garantito, tu hai comunque un contratto che ti tutela e ti riconosce il 2,5%.

Anche qui, il 2% te lo ha già riconosciuto, quindi ti spetta di diritto uno 0,5%.

In questo caso la Compagnia sopperisce alla differenza con capitale proprio.

Domanda banale #3: Cosa succede se i rendimenti di questi strumenti finanziari restituiscono delle performance negative per alcuni anni di fila? La Compagnia ce la fa a sopperire continuamente?

Risponderò a quest’ultima domanda banale in una prossima puntata!

Ultima nota a latere.

Ancora una volta, si sta facendo un ragionamento su 1.000 parametri diversi, senza mai prendere in considerazione quei 3 che valgono veramente:

  • Obiettivo d’investimento
  • Profilo di rischio
  • Orizzonte temporale

Niente, vorrà dire che per avere un’asset allocation equilibrata e mirata sulle esigenze legate al profilo di rischio sarà per un’altra volta.

Alla faccia del rendimento garantito e del capitale assicurato!

2 comments

  1. Che discorsi a pera… uno dei tanti che ha “solo lui” la ricetta per l’investimento corretto (e te la vende nel suo libercolo) 😉
    NON ESISTE UN INVESTIMENTO PERFETTO, e le polizze vita a capitale garantito sono uno dei tanti strumenti adeguati, per una parte del capitale, e per un determinato orizzonte temporale.
    Non sono tutte uguali, e non sono tutte il demonio. Ma perchè mai un povero cristo dovrebbe venire QUI DA TE a comprare un librettino per IMPARARE AD INVESTIRE??

    1. Filippo, che non esista l’investimento perfetto siamo d’accordo.

      Che le polizze vita a capitale rivalutabile, vendute anche come prodotto assicurativo, siano un buon investimento proprio no!

      Nell’E-Book GRATUITO spiego come si fa una corretta Pianificazione Finanziaria, che è un metodo propedeutico al processo di investimento.
      Non ci sono soluzioni panacea, né riferimenti ad investimenti perfetti.

      Ma forse dovrei metterlo a pagamento, per alzare ulteriormente la barriera all’ingresso e scoraggiare gli scettici e coloro che hanno dei pregiudizi.

      Io nell’articolo ho mostrato dati e numeri basati su fonti ufficiali e sull’analisi di molte polizze, spesso presentatemi da persone che mi chiedevano un aiuto per capire cosa gli avevano proposto o venduto.

      A differenza di molti, anche se ho un’idea cerco prima di smentirla, andando a verificare se è reale o solo frutto di un pregiudizio (o peggio per sentito dire), per non cadere in quello che si chiama “bias da conferma”, in cui una persona si convince di una verità e cerca solo i segnali che gliela confermino.
      Purtroppo, nonostante gli sforzi, le polizze vita rivalutabili non mi hanno smentito.

      Se però tu hai dei dati diversi mostrali pure.
      Sono aperto a trovare finalmente la smentita che cerco da tempo.

      Tu la tua opinione come te la sei fatta? Vuoi condividere qualche numero?

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