Come costruire la pensione integrativa

pensione integrativa

Costruire la pensione integrativa significa pensare al proprio futuro per tempo, dandosi la possibilità di mantenere lo stesso stile di vita anche dopo la fine dell’attività lavorativa.

Oggi ti voglio raccontare la storia di un mio amico, che per semplicità chiamerò Andrea.

Quella che voglio descrivere è una lunga chiacchierata avuta con lui una sera dopo cena a casa mia.

Comincerò col presentarti il mio amico.

Andrea ha 27 anni e si da poco laureato all’università.

Dopo la laurea ha viaggiato un po’ in giro per il mondo, ed ora ha un lavoro interessante ed impegnativo allo stesso tempo.

Andrea ha alcune passioni alle quali non rinuncerebbe mai e che coltiva costantemente e con entusiasmo.

Una di queste è girare in bicicletta: nelle domeniche di bel tempo, con la sua mountain bike ,“macina” diversi km di percorsi naturali sconosciuti ai più.

Inoltre, Andrea è un grande appassionato di film e, oltre all’account Netflix, ha la tessera premium-gold-best-top di tutti i cinema della zona. Spaziando per vari generi, dalle rassegne ai cineforum (ma esistono ancora?), è raro coglierlo impreparato sull’ultimo film di nicchia di produzione austro-polacca.

Dedicarsi alle sue passioni lo rilassa e lo fa sentire bene, ragion per cui Andrea decide di rinunciare ad altre cose, come abiti o accessori firmati o un’uscita in più al fine settimana, per potersi permettere ciò che gli piace maggiormente.

Ha un buono stipendio, ed è fortemente intenzionato a fare carriera: per questo investe molto sulla sua professione lavorando sodo e cercando di formarsi per crescere.

Andrea sa anche che deve cominciare a pensare fin da subito al suo futuro.

Anche se la tentazione è di utilizzare i suoi soldi in altro modo, si rende conto che così facendo si esporrebbe ad alcuni rischi futuri che potrebbero procurargli qualche grattacapo.

Purtroppo, però, Andrea non è molto istruito quando si parla di denaro, risparmi e investimenti e per questo motivo ne approfitta durante una cena a casa mia per farmi qualche domanda.

Essendo una persona seria ed intelligente, ha infatti capito che, su un tema così delicato come il proprio denaro, è bene essere sicuri di fare le scelte giuste, evitare di perdere buone opportunità o di assumere rischi inopportuni.

 

Conoscendolo, la prima cosa che gli suggerisco è di cominciare a pensare ad un modo per costruire la pensione integrativa, per non rischiare di rimanere solamente con quella che gli spetterà alla fine della sua attività lavorativa.

Questo argomento è poco appetibile per Andrea, perché lo vede molto lontano e pensa di avere ancora diverso tempo a disposizione prima di doversene occupare.

In questo momento, ha altre priorità per la testa e non capisce fino in fondo i benefici ultimi di un investimento così precoce.

Allora provo a spiegare ad Andrea che, con il nuovo sistema contributivo, la pensione sarà formata dalla somma dei contributi versati negli anni, rivalutati per una certa percentuale e che il risultato sarà un assegno di quiescenza (la pensione) che si aggirerà tra il 60% e il 75% del suo ultimo stipendio.

Se Andrea arriverà alla fine della sua carriera guadagnando 2.500 € – 3.000 €, potrebbe ritrovarsi una pensione mensile di solo 1.500 € – 1.800 €.

 

A questo punto, Andrea comincia a preoccuparsi. Non gli piace l’idea di lavorare tanti anni per poi ritrovarsi un assegno per la pensione che sarà molto più basso dell’ultimo stipendio ricevuto.

Naturalmente, cerco di tranquillizzarlo perché per ovviare a questo problema Andrea può cominciare a creare un portafoglio di strumenti finanziari che abbia l’obiettivo di costruire la pensione integrativa.

Vista la giovane età di Andrea, questo portafoglio può avere un orizzonte temporale molto lungo, e ciò è positivo perché gli permette di poter accumulare un maggiore guadagno, magari assumendosi un po’ più di rischio rispetto ad un portafoglio a più breve scadenza. Naturalmente, la soluzione ottimale dipende sempre da quanto Andrea si sente a suo agio rispetto all’assunzione di rischio.

Faccio notare ad Andrea che, per questo tipo di esigenze, esiste uno strumento finanziario che si chiama ETF (Exchange Traded Fund). Il mio amico mi guarda un po’ stranito, perché non ha mai sentito parlare di questo strumento e francamente si sente un po’ a disagio a parlare di cose che non conosce.

Mi rendo conto che è il caso che gli spieghi meglio di cosa di tratta, visto che è uno strumento tanto semplice quanto utile.

Cosa sono gli ETF

ETF

Un ETF è uno strumento finanziario che coniuga le stesse caratteristiche positive sia dei fondi comuni d’investimento, che delle azioni.

L’aspetto positivo che prende dai fondi comuni è la diversificazione del rischio, grazie all’investimento contemporaneo in più titoli. Tu acquisti una quota di ETF ed è come se stessi comprando contemporaneamente un paniere di titoli. C’è però una differenza non banale rispetto ai fondi d’investimento. Gli ETF costano fino alla metà. Il motivo è che sono strumenti passivi, ossia che non cercano di avere delle performance superiori al mercato, ma soltanto di replicarne l’andamento. Questa “passività” si traduce nell’assenza di gestori (persone dedicate a questo lavoro) che passano la loro giornata a cercare di battere il mercato, e quindi in minori costi.

Inoltre, per poter battere le performance del mercato, i gestori dei fondi attivi sono costretti ad assumersi maggiori rischi (devono ripagare il loro costo e allo stesso tempo offrire un guadagno).

Normalmente un fondo comune può costare anche il 2-3%, mentre gli ETF si aggirano intorno allo 0,35%-0,50% delle somme investite.

Dall’altro lato, la caratteristica vincente che gli ETF prendono dalle azioni è di essere venduti o acquistati per singole quote. Ciò significa avere la facoltà di smobilizzare lo strumento in tempo reale, senza dover aspettare lunghi tempi tecnici, tipici delle quote dei fondi comuni d’investimento.

Coniugando, quindi, gli aspetti positivi sia dei fondi comuni (diversificazione) sia delle azioni (smobilizzo veloce), questo strumento è l’ideale per crearsi un portafoglio che serva a costruire la pensione integrativa.

Spiego ad Andrea che anch’io ho costruito un portafoglio di questo tipo ed ora mi sento tranquillo, ho pianificato l’integrazione della mia pensione e non me ne devo più preoccupare.

A questo punto Andrea si sente più sereno, avendo capito di avere molta flessibilità nella gestione di questi strumenti e mi chiede consiglio rispetto a quale banca rivolgersi per poter costruire il suo portafoglio.

Gli spiego che non ha bisogno di andare in banca, perché esiste una piattaforma dedicata a questa operatività, che costa molto poco e si chiama MoneyFarm.

Cos’è Money Farm

MoneyFarm è una società specializzata nella costruzione di portafogli di ETF passivi. È di origine italiana, ma si sta espandendo nel resto d’Europa. Ha infatti una sede anche a Londra, la principale piazza finanziaria del Vecchio Continente.

MoneyFarm è una società di professionisti della Consulenza Finanziaria Indipendente, che ha creato una piattaforma online per facilitare l’utilizzo di questi strumenti finanziari. La veste grafica è molto semplice e intuitiva, cosa che aiuta molto bene a capire ciò che si sta facendo.

Inoltre, al momento dell’iscrizione, viene fatta un’analisi gratuita della posizione finanziaria, studiando gli eventuali strumenti già in possesso, per definire l’ipotetica necessità di revisione, a seconda degli obiettivi prefissati.

Quando costruisci il tuo portafoglio, la prima cosa che ti aiutano a fare è definire il tuo profilo di rischio, così non incorrerai mai in brutte sorprese. Inoltre il servizio è estremamente flessibile, nel senso che può funzionare con un versamento una tantum, oppure come un vero e proprio piano di accumulo, con dei piccoli versamenti ricorrenti (magari mensili). Personalmente vado a periodi, a volte metto 50€, altre 100€ e altre ancora di più. Ci sono stati alcuni mesi che, per via di spese impreviste, ho sospeso il contributo mensile e, nel frattempo, il portafoglio di ETF continuava a fruttare guadagni.

Inoltre, ad ogni iscritto, viene dedicato un consulente specifico che può essere contattato in caso di bisogno.

Inoltre, MoneyFarm fornisce regolarmente (ogni tre mesi) un report dell’andamento del portafoglio in modo da poter tracciare i progressi nel tempo.

Il loro lavoro consiste nel monitorare costantemente le condizioni di mercato, per valutare le opportunità che si possono presentare.

Quando questo avviene, inviano al cliente un documento dove vengono indicate le operazioni da svolgere per ri-bilanciare il portafoglio (vendere o comprare ETF) a favore dell’opportunità che si è presentata.

Il fatto di avere dei professionisti che monitorano il tuo portafoglio tutti i giorni, permette di stare tranquilli circa il rischio di perdite inattese.

Infine, se si ha a disposizione un capitale iniziale di 3.000€, le commissioni annue da pagare sono ancora inferiori.

 

Qui finisce la storia della chiacchierata col mio amico Andrea. Se non ricordo male, abbiamo parlato fino a tardi, oltre le 2 di notte.

Ricordo bene invece il suono del messaggio di Andrea il giorno dopo, alle 8.30 del mattino (lo ricordo perché mi ero appena svegliato), dove mi diceva di aver da poco concluso una telefonata con il consulente di MoneyFarm: si era appena iscritto al servizio e stava impostando il suo portafoglio per costruire la pensione integrativa.

E tu? Hai già pensato a come integrare la tua pensione? Scrivimi nei commenti idee alternative, sono curioso!

Se pensi che questa soluzione possa servire anche a qualche tuo amico, condividila e faglielo sapere!

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