Cos’è l’inflazione: tutto quello che devi sapere per proteggere i tuoi soldi (con esempi)

cos'è l'inflazione

In questo articolo vedremo cos’è l’inflazione, cos’è la deflazione e quali sono gli effetti sui risparmi, sugli investimenti e sui debiti stipulati (con esempi).

L’inflazione fa paura.

Tutti sanno che fa rima con “aumento dei prezzi”.

Pochi però sono consapevoli del fatto che l’inflazione è un po’ come una medicina…amara, ma che in realtà fa bene.

Se decidi di non prenderla, finirai per aggravare la tua malattia.

Dall’altro lato, se ne prendi troppa, finirai per avere degli effetti collaterali indesiderati.

Capire cos’è l’inflazione serve a:

  • Scegliere il modo migliore di gestire i propri risparmi.
  • Aiuta a scoprire come scegliere tra un mutuo a tasso fisso o variabile.
  • E’ uno strumento in più per decidere la rischiosità dei tuoi investimenti.
  • Serve a comprendere come si sta muovendo il mondo.

Vediamo quindi di capire cos’è e da cosa è condizionata, ma soprattutto come dobbiamo comportarci in base al suo andamento.

Ecco gli argomenti trattati.

  1. Cos’è l’inflazione
  2. Il ruolo delle Banche Centrali
  3. La deflazione: il vero nemico pubblico n.1
  4. Gli effetti sul risparmio (con esempio)
  5. Gli effetti sugli investimenti (con esempio)
  6. Gli effetti per chi ha un debito
  7. Conclusioni

Sei pronto/a? Cominciamo!

1. Cos’è l’inflazione

Inflazione, in realtà, fa rima con “Potere d’acquisto”.

Quando pensi a lei, devi ricordarti sempre anche di lui.

Più sarà crescente il livello dei prezzi, minore sarà la tua capacità di comprare beni e servizi.

Semplice no?

So già cosa stai pensando: l’inflazione è il male, fatela scendere immediatamente!

Sbagliato! Il tuo peggior nemico in assoluto si chiama Deflazione, ovvero il calo generalizzato dei prezzi. Ma questa è una storia che vediamo dopo.

Ora segui questo esempio:

Supponiamo di dover andare a fare la spesa e di comprare beni per 100 €.

L’anno successivo, tornando al supermercato, acquistiamo le stesse cose, nelle stesse quantità.

Questa volta però spendiamo 105 €.

Ciò significa lasciare qualcosa sul bancone.

L’aumento del costo della spesa è dovuto all’inflazione annuale del 5%, quindi i prezzi sono generalmente aumentati di questa percentuale.

Di questo passo, anche al terzo anno ci sarà un aumento importante e, per comprare gli stessi beni, dovrò spendere 110,25 €.

L’alternativa per utilizzare gli stessi 100 € di tre anni prima è comprare meno cose, oppure in quantità ridotte.

Se la guardiamo da questo punto di vista, l’inflazione è molto negativa.

Ci toglie potere d’acquisto e la sensazione è proprio quella di quando ti manca l’aria per respirare.

Perdere il 5% di potere d’acquisto annuo è uguale a dire che, se i prezzi rimanessero uguali, riceveresti uno stipendio più basso del 5%.

Il problema è che di norma non ti accorgi dei suoi effetti nella vita di tutti i giorni, a meno che non raggiunga dei livelli molto alti, magari in doppia cifra.

Prova ad immaginare cosa significa avere tassi di inflazione alti o altissimi.

Tutti sanno cosa è successo in Germania a cavallo delle due guerre mondiali.

Ma non è niente in confronto alla situazione odierna dello Zimbawe, dove si è verificata la più alta inflazione mai vista nella storia.

Guarda a quanto ammontava nel 2008!!!

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MA CHE NUMERI SONO??? Non si riesce neanche a leggere!!!

Oggi si aggira intorno ai 90 mila miliardi di miliardi di punti percentuali…COSA????

Praticamente i prezzi variano AL MINUTO!!!

Infatti ora la moneta dello Zimbawe non vale più nulla e quelle ufficiali sono il Rand Sudafricano e il Dollaro Americano…

A questo punto come ti comporteresti se sapessi che l’anno prossimo ti ritroveresti con meno soldi in tasca? Risparmieresti? Investiresti? Stipuleresti un mutuo?

Tornando al nostro esempio della spesa, se sono consapevole che in futuro avrò bisogno di più soldi per poter comprare le stesse cose, perché mi aspetto che ci sarà inflazione, cercherò di avere a disposizione maggiore denaro.

Posso fare ciò chiedendo un aumento di stipendio o facendo un debito.

Contemporaneamente sarò portato a comprare oggi ciò di cui ho bisogno, perché domani costerà di più.

Quindi l’inflazione porta le persone a spendere i propri soldi.

Da parte loro, i commercianti, vedendosi entrare in negozio due persone che vogliono lo stesso oggetto, ma non avendone un altro, alzeranno il prezzo per dirimere chi se lo aggiudicherà.

Se i prezzi aumentano, ti aspetterai un ulteriore aumento in futuro…

Vedi come il meccanismo si autoalimenta da solo.

Di questo passo ci si ritrova di nuovo in Zimbawe.

Sto scherzando, ma è facile comprendere quindi che la stabilità dei prezzi è il fondamento di una società che mantiene un equilibrio economico (e sociale).

Ma tutto questo, oltre all’informazione su cos’è l’inflazione in se, a cosa mi serve?

Calma, ci stiamo arrivando!

2. Il ruolo delle Banche Centrali

Entrano ora in scena le Banche Centrali.

In tutto il mondo, il loro principale obiettivo è tenere l’inflazione sotto controllo.

Infatti, in Europa, la BCE (Banca Centrale Europea) dichiara di volere mantenere la stabilità dei prezzi, controllando il tasso di inflazione per non farlo andare oltre il 2% annuo.

Il modo con cui la BCE controlla l’inflazione è la gestione del tasso di interesse per avere accesso ai prestiti.

Guarda come si è mosso nel tempo questo tasso e dove siamo ora.

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Il livello di questo tasso ha tanti effetti sulla nostra vita.

Se vuoi acquistare la casa o la macchina potresti aver bisogno di aprire un mutuo o un prestito in banca.

Quel tasso rappresenta il “costo” per contrarre il debito, in quanto alla scadenza del prestito dovrai restituire il capitale più l’interesse.

La stessa logica vale se sei un imprenditore e devi fare un investimento per l’acquisto di un bene strumentale alla tua attività.

Quando l’economia va bene e l’inflazione cresce di conseguenza, aumenta la ricchezza in circolazione.

A questo punto la BCE aumenterà i tassi di interesse, per evitare che salga troppo e raggiunga livelli da iperinflazione.

Se il “costo” (tasso d’interesse) del denaro da chiedere a prestito diventa troppo alto, sarai disincentivato a contrarre debiti.

Vorresti stipulare un mutuo con un tasso di interesse al 10%?

In questo scenario l’economia rallenterà un po’, perché le persone faranno meno acquisiti e le imprese investiranno meno (e quindi produrranno meno), essendo meno conveniente.

Meno soldi in circolazione fa rima con meno spese e di conseguenza ci sarà un calo dei prezzi.

Nel momento in cui la BCE si accorge di questo fenomeno, comincerà a preoccuparsi per la crescita dell’economia e riprenderà ad abbassare nuovamente il tasso di interesse, alimentando il ciclo inverso.

Il denaro verrà a costare meno, le persone saranno più propense a richiederlo per effettuare acquisti ed investimenti, l’economia riprenderà a crescere e con essa l’inflazione.

Ma perchè l’obiettivo che si è data la BCE è di mantenere l’inflazione “non oltre il 2% annuo”?

Bè, perchè esiste anche un altro fenomeno, meno noto ma molto più pericoloso, che si chiama deflazione.

3. La deflazione: il vero nemico pubblico n.1

La deflazione è la diminuzione generalizzata dei prezzi dei beni e dei servizi.

E’ la sorella minore dell’inflazione, ma è capace di danni ben più gravi!

Qui siamo alle solite, la gente pensa che si tratti di una cosa positiva.

Direi che se stai seguendo il ragionamento sai già che non è affatto così.

Segui l’esempio:

Se i prezzi dei beni scendono, gli imprenditori caleranno la produzione, perchè saranno meno incentivati a fare il loro lavoro se sanno che non guadagneranno abbastanza per coprire i costi di produzione.

Ma se si produce meno, ci sarà bisogno di meno posti di lavoro, e quindi crescerà la disoccupazione, che alimenterà il calo dei prezzi, perchè la gente non avrà più i soldi per comprare i beni e i servizi.

Eccoci di nuovo in una spirale altrettanto pericolosa.

Quindi abbiamo capito che i prezzi DEVONO crescere, ma non troppo velocemente.

Per questo motivo si è trovato come punto di equilibrio ottimale un livello di crescita generale dei prezzi che oscilli tra lo 0% e il 2%.

In questo modo l’economia è stimolata a prosperare, senza eccessi distorsivi.

Si creano posti di lavoro ed aumenta moderatamente il livello di ricchezza generale nel tempo.

Se vuoi vedere l’attuale livello di inflazione, lo puoi trovare qui.

E ora che abbiamo capito meglio cos’è l’inflazione e perchè esiste, è importante capire quali effetti ha sui nostri soldi.

4. Gli effetti sul risparmio (con esempio)

Io ho 10.000 € da parte e visto che non mi fido delle Banche, decido di metterli sotto il materasso o in una cassaforte in casa.

Così sono sicuro che dopo un anno avrò ancora i miei 10.000 €.

Ma è veramente così?

Si, in mano avrò fisicamente 10.000 € (magari 100 banconote da 100 €), ma se l’inflazione è all’1,5%, in termini “reali”, ossia di potere d’acquisto, avrò 9.850 €.

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Aggiungi un qualche zero a questo esempio e ti renderai conto che gli effetti di non aver protetto il tuo denaro dall’inflazione, a lungo andare, si fanno sentire.

Basta pensare a cosa succederà il secondo anno, con lo stesso livello d’inflazione, quando i tuoi soldi avranno un valore reale di 9.702 €.

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Hai perso 300 € senza aver fatto nulla.

Non male per due anni d’inflazione così bassa!!!

Tanto valeva spenderseli, no?

Sbagliato ancora!

Se lo avessi fatto, ti ritroveresti ora con 9.556 €, cioè la differenza tra i 10.000 € iniziali, meno i 300 € spesi (cioè 9.700 €) su cui togliere il peso dell’inflazione all’1,5%.

Argh…basta!!!

Sei d’accordo con me che la regola numero uno del risparmio è battere l’inflazione per mantenere il potere d’acquisto?

Se devi posticipare una spesa, hai bisogno che quando sarà il momento di farla i tuoi soldi abbiano ancora lo stesso valore!

Ora, sapendo che se lasci i soldi depositati sul conto corrente, il tasso di interesse che ti viene riconosciuto è al di sotto del livello di inflazione, è necessario ovviare a questo problema.

Se cerchi un’idea su come fare, puoi leggere l’E-Book Gratuito che ho scritto.

5. Gli effetti sugli investimenti (con esempio)

Anche in questo caso si possono verificare diversi scenari.

Prendiamo ad esempio un investimento in obbligazioni che abbiano delle cedole periodiche.

Facciamo finta che tu abbia investito 10.000 € e che le cedole annuali siano del 5%.

Ogni anno avrai interessi per 500 €.

Se parte l’inflazione però, abbiamo visto che questi 500 € diminuiranno in termini “reali”.

Se invece in portafoglio avevi acquistato delle obbligazioni indicizzate all’inflazione, tutto questo non sarebbe successo.

Il punto qui non è comprare o meno un titolo rispetto ad un altro, ma è il ragionamento sottostante.

Devi sempre valutare la convenienza di un investimento in termini “reali”.

6. Gli effetti per chi ha un debito

Tutti quelli che hanno un debito invece, quando c’è inflazione sono contenti.

Considerato che i salari e gli stipendi sono collegati all’aumento generalizzato dei prezzi, in un momento di inflazione saliranno anche loro.

Quindi, se il tuo debito è fisso (come un mutuo a tasso fisso), le sue rate cominceranno a pesare e costare sempre meno.

Se hai stipulato un mutuo a tasso variabile invece le cose sono un po’ diverse, ma di questo ne ho parlato nell’articolo su come scegliere tra un mutuo a tasso fisso o variabile.

Ecco perché l’inflazione è amica di chi ha un debito.

Così come la deflazione, al contrario, farebbe lievitare il suo costo reale.

Calano i prezzi e anche gli stipendi, ma il debito è sempre li che ti aspetta, allo stesso livello.

7. Conclusioni

L’inflazione è un segnale positivo perché offre una prospettiva di crescita economica.

Abbiamo visto però che va contenuta per evitare spirali eccessivamente negative.

L’obiettivo #1 di una gestione efficiente dei propri soldi è battere l’inflazione, per mantenere il potere d’acquisto.

Il momento giusto per cominciare a preoccuparsene era ieri, quindi, se non l’hai già fatto, sei in ritardo.

Ti consiglio di darti una mossa e cominciare con un’adeguata pianificazione finanziaria.

Se non sai di cosa sto parlando, leggi questo articolo.

Non lasciare che sia l’inflazione a decidere per te.

Prendi il controllo del tuo denaro.

 

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