Cosa sono i fondi pensione chiusi e quando conviene aderire

cosa sono i fondi pensione chiusi

Se ti stai chiedendo cosa sono i fondi pensione chiusi e quando conviene aderire, ti capisco!

Non è per nulla facile comprendere i reali vantaggi delle soluzioni a disposizione.

Per questo motivo ho scritto l’articolo introduttivo sulla previdenza complementare “Come costruirsi la pensione integrativa: la guida definitiva”, dove spiego nel dettaglio cosa devi guardare per fare la scelta migliore e quali sono le 4 grandi opzioni a tua disposizione.

Ora è arrivato il momento di affrontare la prima di queste 4 opzioni: I Fondi Pensione Chiusi.

Vediamo prima le caratteristiche principali di questa soluzione e poi quando conviene aderire, sulla base dello schema della guida generale.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

cosa sono i fondi pensione chiusi

I Fondi Pensione Chiusi (o Negoziali) sono la prima grande opzione a disposizione di chi vuole costruirsi una pensione integrativa.

Si tratta di Fondi Comuni di Investimento gestiti da un Istituto di Credito o da una Compagnia di Assicurazione.

Nascono dalla collaborazione tra le associazioni dei datori di lavoro e le associazioni sindacali. Per questo motivo si definiscono anche “Fondi di categoria”.

A seconda della tua categoria contrattuale puoi avere accesso a fondi specifici.

Per accedervi è quindi necessario essere un lavoratore dipendente, inquadrato in una determinata categoria professionale.

Per vedere la lista completa, divisa per categoria, clicca qui.

La contribuzione a questi fondi avviene come somma del TFR, di un tuo contributo personale e del contributo del tuo datore di lavoro.

La scelta se aderire o meno al Fondo Negoziale devi farla entro 6 mesi dall’assunzione e, se decidi di procedere, devi scegliere anche la tipologia di rischio legata all’investimento.

Mediamente ti troverai davanti almeno 3 opzioni, una conservativa, una media e una aggressiva.

Queste opzioni si chiamano “comparti”.

Scegliere il giusto comparto significa capire qual è la propria propensione al rischio.

Se vuoi approfondire leggi questo articolo.

Ricordati che la decisione di aderire ad un Fondo Pensione Negoziale è irreversibile.

Se invece decidi di tenere il TFR in azienda, puoi cambiare idea e aderire ad un Fondo in qualsiasi momento.

ATTENZIONE: Se non esprimi un parere sulla destinazione del TFR, vale “l’assenso tacito”, per cui verrà automaticamente confluito nel Fondo Negoziale di categoria.

Se non vuoi che ciò accada, devi attivamente effettuare la scelta.

Puoi anche decidere di inserire un famigliare all’interno del tuo fondo pensione (moglie/marito o figli), purchè sia fiscalmente a carico.

Al momento di andare in pensione avrai a disposizione due opzioni:

  1. Ricevere il capitale accumulato in un’unica soluzione
  2. Ricevere una rendita mensile

Entro i primi due anni hai anche la possibilità di cambiare fondo, qualora non ti trovassi bene con quello prescelto.

Dovrai però sostenere dei costi, differenti e descritti nel contratto.

Fin qui è chiaro cosa sono i fondi pensione chiusi?

Bene, proseguiamo.

Ora vediamo di seguire lo schema con le 6 variabili, impostato nella guida generale.

1) Importo da raggiungere, 2) orizzonte temporale e 3) livello di contribuzione sono di fatto uguali per tutte le opzioni a tua disposizione, quindi ci concentriamo sulle altre 3.

4) IL RISPARMIO FISCALE

Uno dei vantaggi più grandi dell’utilizzo dei fondi pensione chiusi è il risparmio fiscale.

Questo risparmio si presenta in due forme:

  1. Deducibilità sui contributi versati
  2. Tassazione sulla pensione percepita

Deducibilità sui contributi versati

Ogni anno puoi dedurre dalle tasse (cioè abbassare il tuo reddito imponibile) l’importo totale dei contributi versati, fino ad un massimo di 5.164 €.

Tassazione sulla pensione percepita

Ti dò una notizia: quando riscuoterai la pensione sotto forma di capitale o di rendita, dovrai pagare delle tasse.

Considerato che la legge equipara il rendimento derivante dai fondi pensione ad una rendita finanziaria (ed effettivamente lo è), la tassazione dovrebbe essere al 20%.

Per incentivare le persone a sfruttare questa opzione, il legislatore ha portato la tassazione al 15%.

Questo numero però può essere ulteriormente abbassato.

Come? Molto semplice.

Dopo 15 anni di contribuzione al Fondo, ogni anno successivo ti viene decurtato uno 0,30%, fino al limite massimo di risparmio del 6% (6% diviso 0,30% = 20 anni di contribuzione ulteriore).

Perciò, se rimani fedele al Fondo per 35 anni (15 iniziali + 20 successivi) la tassazione finale sarà del 9% (15% – 6% = 9%).

Come puoi notare, l’incentivo fiscale aumenta con il passare degli anni di aderenza al fondo.

Quindi il livello di anzianità influisce pesantemente sulla tua scelta di aderire o meno perché, se parti presto, avrai molti più vantaggi rispetto a chi entra a metà della propria carriera professionale.

5) L’INCIDENZA DEI COSTI

Veniamo alle note dolenti.

I costi sono la componente che maggiormente incide sul risultato finale dell’investimento in un fondo pensione.

La COVIP (Commissione di VIgilanza sui fondi Pensione) indica un parametro per confrontare i costi dei Fondi Negoziali, l’ISC (Indicatore sintetico di costo), che puoi trovare su tutti i fogli informativi.

ATTENZIONE: L’ISC non tiene in considerazione i costi impliciti (ricordi? quelli che non si vedono).

Ho parlato di questo aspetto nell’articolo “Le commissioni sui fondi comuni di investimento: come i costi uccidono il rendimento”.

Ti consiglio vivamente di leggerlo.

Vai pure, ti aspetto.

Fatto? Ok, continuiamo.

Come avrai notato, la componente dei costi pesa molto sui fondi pensione chiusi e spesso uccide i vantaggi di tipo fiscale, per un semplice motivo.

Segui questo ragionamento.

Se ho accesso a 100 € di bonus, preferisco prenderli subito e investirli per 35 anni (riduzione dei costi), guadagnando dagli interessi, invece che averli come sconto sulle tasse alla fine del periodo finale.

Sono sempre 100 €, ma se li investo subito otterrò un vantaggio enorme, non trovi?

Ecco perché i costi sono più importanti dello sconto fiscale!

Ultima nota.

Ricordati che i costi fissi sono quelli che pesano proporzionalmente più di tutti.

Se tu versi 150 € al mese e paghi una commissione fissa di 15 €, stai sostenendo un costo del 10%…direi che partiamo male.

La strada per recuperare e guadagnare è molto in salita.

6) L’ACCESSO AL CAPITALE

Esistono due possibilità per ottenere prima del tempo i soldi investiti nel fondo pensione.

  1. Anticipo parziale
  2. Riscatto al 100%

Anticipo parziale

Esiste una lista di casi particolari in cui è possibile richiedere anticipatamente una parte dei soldi allocati al fondo pensione.

Vediamola insieme:

  1. Anticipo del 75% per ristrutturazione o acquisto della casa per se o per i propri figli. Questa possibilità può avvenire solo dopo i primi 8 anni.
  2. Anticipo del 75% per spese mediche per se o per i famigliari, anche prima degli 8 anni.
  3. Anticipo del 50% in caso di cassa integrazione o mobilità. Si può accedere anche in caso di disoccupazione, ma solo tra i 12 e i 48 mesi di non lavoro. Non prima e non dopo.
  4. Anticipo del 30% senza giustificazioni particolari, ma non prima dell’8 anno di contribuzione

Riscatto al 100%

Vi sono alcuni casi particolari in cui è possibile recuperare tutti i soldi accantonati prima del tempo:

  1. Disoccupazione da più di 4 anni
  2. Perdita della capacità lavorativa per invalidità permanente ad oltre 1/3.
  3. Il riscatto verrà effettuato dagli eredi.
  4. Cambio lavoro e quindi categoria, ma solo a fronte di una tassa specifica

ATTENZIONE: se riscatti per motivi sanitari valgono le regole fiscali descritte sopra, ovvero paghi una tassa del 15% meno lo 0,30% per ogni anno di contribuzione superiore al 15°. Se invece riscatti in una delle altre categorie, paghi il 23% fisso.

ATTENZIONE 2: il riscatto totale non si può avere nei 5 anni precedenti alla pensione. Qui si tratta di accedere alla “prestazione pensionistica anticipata”.

CASI PARTICOLARI

cosa sono i fondi pensione chiusi

Ora che abbiamo visto cosa sono i fondi pensione chiusi, vediamo alcuni casi particolari e quando conviene aderire.

Cosa succede se perdo il lavoro?

L’impatto sul tuo fondo pensione sarà nullo.

Puoi continuare a mantenere la tua iscrizione anche in assenza di contribuzione, o puoi contribuire volontariamente se hai delle risorse da parte.

Riprenderai a contribuire una volta trovata una nuova occupazione.

Cosa succede se cambio lavoro?

Se cambi lavoro potrai portare la tua posizione di previdenza complementare presso il nuovo fondo negoziale della nuova categoria.

Dovrai sostenere dei costi per il passaggio, spesso presenti nel contratto firmato all’inizio.

In questo modo il fondo si tutela dalle fuoriuscite anticipate di somme.

Se hai una prospettiva di cambio frequente di lavoro, questi costi possono pesare notevolmente.

La clausola di Garanzia del Capitale

Uno dei cavalli di battaglia dei fondi pensione chiusi sono i comparti a capitale garantito.

ATTENZIONE: Questa GARANZIA non è gratis. Il costo per sostenerla è spesso elevato.

Infatti, per potervi restituire il capitale investito, il gestore del fondo sarà costretto ad utilizzare strumenti a bassissimo rischio e, in alcuni casi, a portare a casa dei rendimenti negativi.

Mi spiego con un esempio.

Se tu investi 100.000 € in 30 anni e il fondo ti restituisce esattamente 100.000 €, ha garantito il tuo capitale, ma ti ha fatto perdere tantissimi soldi in termini di interessi mancati.

Non hai neanche coperto l’inflazione, quindi, di fatto, hai perso soldi (soprattutto su un orizzonte temporale così lungo).

Consiglio: se vuoi il capitale garantito non investire in un fondo pensione chiuso a lungo termine.

Lo stesso risultato lo puoi ottenere da solo con strumenti a basso rischio, senza pagare fior fiore di commissioni al gestore del fondo.

Puoi approfondire questo argomento con un Consulente Finanziario Indipendente.

QUANDO CONVIENE ADERIRE?

Quando valuti se aderire o meno ad un fondo pensione chiuso, considera che il suo maggiore vantaggio è lo sconto fiscale, ma che ne potrai usufruire appieno solo se partecipi per 35 anni di fila.

Ogni anno in meno di contribuzione riduce questa possibilità.

Per quanto riguarda la deducibilità dei contributi, ricordati che più alto è il tuo reddito, minore sarà l’impatto del vantaggio.

Naturalmente, il contributo del datore di lavoro è un altro aspetto positivo, in quanto aumenta il capitale su cui matureranno gli interessi.

I costi invece sono un grosso punto a sfavore, soprattutto perché incerti fino alla fine.

Questa soluzione è ideale se hai una prospettiva di rimanere per tutta la tua carriera professionale in Italia e prevedi di svolgere un lavoro dipendente, possibilmente senza troppi cambi di azienda.

In questo modo cerchi di ridurre l’impatto dei costi (dato dai cambi o dalle interruzioni) e massimizzi il vantaggio fiscale (dato dall’anzianità di partecipazione al fondo).

Bene, siamo arrivati in fondo alla spiegazione dei Fondi Pensione Chiusi.

Se vuoi scoprire come funzionano le altre opzioni ti consiglio di leggere gli altri articoli:

Non lasciare che siano gli altri a decidere per te.

Prendi il controllo del tuo denaro.

a presto

Matteo

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