I Conti Mentali: 4 errori da evitare quando usiamo i nostri soldi

Errore

Ti è mai capitato di pensare: “Ma come? Non spendo mai niente, ma arrivo sempre alla fine del mese senza riuscire a risparmiare qualcosa!”?

Se la risposta è si, molto probabilmente il motivo è che non gestisci al meglio i tuoi “Conti Mentali”.

In questo articolo ti spiegherò i principali errori che commettiamo nella nostra mente quando usiamo male i nostri soldi, e come fare per evitarli.

Errore n.1: 100 € non sono sempre 100 €

Segui questo esempio:

Stai andando a un concerto del tuo cantante preferito nella sua unica data in Italia. Il biglietto costa 100 €. Ipotizziamo due scenari:

  • Arrivi ai cancelli e ti accorgi di aver perso il biglietto! Che cosa decidi di fare? Ne prendi un altro?

Ok, hai risposto? Ora prova quest’altro scenario.

  • Arrivi ai cancelli, non hai ancora comprato il biglietto perché lo vuoi acquistare alla cassa. Quando apri il portafoglio per prendere il bancomat ti rendi conto di aver perso 100 € di contanti. Che cosa fai? Compri lo stesso il biglietto?

Devi sapere che se hai risposto NO al primo scenario e SI al secondo sei perfettamente nella media.

Questo esperimento è stato realizzato dallo psicologo israeliano, premio Nobel per l’economia, Daniel Kahneman, padre della Finanza Comportamentale.

L’obiettivo era quello di dimostrare che la nostra mente ragiona per “Conti Mentali”, termine poi coniato da un altro egregio esponente di questo filone di studi, Richard Tahler.

Come descritto molto bene nel bellissimo libro Soldi al vento. Perché tante persone brillanti prendono decisioni irrazionali in campo finanziario di G.Belsky e T. Gilovich, i conti mentali sono la modalità attraverso la quale il nostro cervello organizza l’utilizzo del denaro.

Nella teoria economica classica, di fronte alla modalità con cui effettua una scelta, l’uomo è descritto come “razionale”.

I teorici del filone della Finanza Comportamentale invece definiscono l’uomo come un essere “irrazionale”, e pertanto propenso a prendere delle decisioni irrazionali.

Il motivo principale di questa modalità di pensiero è dovuta al fatto che quando “pensiamo” il denaro, abbiamo la tendenza a catalogarlo in base alla sua provenienza, e non al suo valore assoluto. Ora ti spiego cosa intendo dire.

Gli economisti classici ci hanno insegnato che, in quanto “Homo Economicus”, e quindi razionale, siamo abituati ad utilizzare i nostri soldi secondo la loro fungibilità (ossia secondo il loro valore assoluto).

Questo termine significa che 100 € sono sempre 100 €, in qualsiasi scenario di guadagno o perdita noi li possiamo incontrare.

Quindi, se riprendiamo l’esempio di prima, 100 € dovrebbero essere sempre 100 €, a prescindere dal modo in cui li perdiamo (o li guadagniamo, il concetto è uguale).

Invece, la maggior parte delle persone accomuna la perdita dei 100 € del primo scenario al biglietto acquistato e reagisce come se tale biglietto venisse a costare 200 €, inserendoli nel conto mentale “Oh, sto biglietto comincia ad essere caruccio eh”. Per questo motivo, la tendenza è quella di evitare di acquistarne uno nuovo, dando un valore sproporzionato alla spesa rispetto al beneficio di assistere al concerto.

Al contrario, nel secondo caso, i 100 € persi sono catalogati nel conto mentale “Che sfortuna! Ho perso 100 €” e non collegati al prezzo del biglietto. Di conseguenza, le persone sono più propense ad acquistarlo, pensando che costerà “soltanto” 100 €.

Errore n.2: La provenienza del denaro

Un altro caso eclatante di conto mentale è la tendenza a dare valori diversi al denaro a seconda della sua provenienza. Alcune somme che arrivano da fonti importanti siamo propensi ad inserirle all’interno di conti mentali “sicuri”, che difficilmente toccheremo. Su questi soldi avremo un’altissima avversione al rischio e piuttosto che usarli male, preferiremo tenerli fermi.

E’ questo il caso del nostro stipendio, oppure dei contributi per la pensione o il capitale investito in un portafoglio azionario.

In questo scenario il rischio più grande che corriamo è quello di perdere delle buone occasioni di impiego dei nostri soldi, per via di una reticenza al loro utilizzo.

Altre somme, invece, le cataloghiamo facilmente all’interno di conti mentali di minor valore e quindi di maggior facilità di spesa.

Possiamo trovare all’interno di questa categoria l’eredità, una vincita inaspettata, un bonus sul lavoro, un regalo da parte di genitori o nonni, o banalmente i 10 € trovati nella tasca dei pantaloni messi a lavare.

Inutile dire quale rischio corriamo con questa tipologia di “conto mentale”. (stai correndo a controllare le tasche dei tuoi pantaloni?)

Errore n.3: La quantità

Un’altra variabile con cui i conti mentali condizionano il modo in cui spendiamo i nostri soldi, ha a che fare con la quantità.

Prova ad immaginare questi due casi:

  • Ricevi un bonus di 150 € sul lavoro.
  • Ricevi un bonus di 1.500 € sul lavoro.

In quale di questi casi vai subito a comprare un nuovo paio di scarpe? E in quale li metti subito da parte?

Credo di immaginare la tua risposta. E’ incredibile come la maggior parte delle persone finisce per acquistare le scarpe nel primo caso, anche se potrebbe permettersele di più nel secondo!!!

Il motivo risiede nel fatto che la nostra mente considera le somme più alte come maggiormente “intoccabili” e quindi le mette in conti mentali difficili da spendere.

Viceversa, se la somma di denaro ricevuta inaspettatamente è bassa, finiremo per darle meno valore e la tendenza sarà di spenderla velocemente.

Ti è mai capitato?

Errore n. 4: Contanti vs Moneta Elettronica

Infine, vediamo un ultimo esempio di contabilità mentale, molto pericoloso e dannoso.

Immagina di avere 50 € in tasca e di entrare in un supermercato e fare una spesa di 25 €.

Una volta uscito ti rendi immediatamente conto di aver speso il 50% dei tuoi soldi. Questa sensazione è reale e riconoscibile, se non altro perché il portafoglio è più vuoto e perché hai passato i soldi alla persona alla cassa con le tue mani.

Ora, immaginate lo stesso scenario, ma questa volta paghi con la carta di credito. Hai ancora in tasca i tuoi 50 € e sul conto non c’è stato alcun addebito.

Molto probabilmente, all’uscita finirai per entrare in un altro negozio e spendere i 50 € in contanti.

In questo caso, avrai uscite che superano di gran lunga il 50% di quanto avevi in tasca inizialmente.

Con la carta di credito non abbiamo la sensazione di aver speso dei soldi reali, perciò è come se valutassimo il denaro che “esce” da quella tessera di plastica come meno importante. Eppure, se per caso decidessimo di rateizzarne il rimborso (quando paghiamo il saldo della carta di credito), questo ci costerebbe di più rispetto all’uso del contante, perché verrebbero caricati anche gli interessi.

Non è infatti un caso che le carte di credito inducano le persone a spendere di più, anche per acquisti per i quali non sarebbe necessario il loro utilizzo.

In conclusione, abbiamo visto che i conti mentali rappresentano il modo in cui la nostra mente categorizza i soldi, secondo quattro esempi:conti-mentali

  1. La quantità;
  2. La provenienza;
  3. La fungibilità
  4. La modalità di utilizzo.

Per capire se sei “vittima” dei tuoi conti mentali prova a riflettere su questi quattro punti e valutare quanto rispecchiano le tue tendenze:

  1. Se ricevi 250 € in regalo li spendi subito. Se ricevi 1.000 € in regalo li metti da parte.
  2. Hai la tendenza a spendere di più quando utilizzi la carta di credito rispetto ai contanti.
  3. Fai la spesa con la carta di credito, anche se hai un saldo positivo sul conto corrente
  4. Non ritieni di essere una persona che sperpera soldi in “spese pazze”, ma alla fine del mese riesci a mettere da parte poco o nulla.

Naturalmente l’essere umano non è un computer e inoltre non può eliminare la parte emotiva dell’utilizzo del denaro.

In realtà, in molti casi, i conti mentali ci aiutano ad affrontare la nostra organizzazione economica.

Tuttavia questi ragionamenti, spesso inconsci, non sono sempre efficienti, motivo per cui è importante farci attenzione e svolgere qualche correzione.

Cerca di ricordare che 50 € sono sempre 50 €, sia che arrivino dopo una sudata ora di lavoro, sia che siano un regalo di un parente.

Ma soprattutto, ricordati che il valore dei soldi non è assoluto, è relativo a ciò che vuoi acquistare con esso. Ne ho parlato in modo più approfondito nel primo articolo.

Ad ogni modo rilassati, anch’io a volte sono vittima dei conti mentali!

E tu? Raccontami un esempio nei commenti!

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