Come diventare trader: intervista ad un professionista. Parte 3

come diventare trader

Riprendiamo l’intervista ad Andrea Piovesana, professionista della finanza e della gestione del risparmio.

Puoi trovare le altre parti dell’intervista ai seguenti link:

 

Parte 3: Consigli pratici su come diventare trader

 

Matteo: Andrea, hai parlato di come hai imparato a fare trading e di come osservi, studi e valuti il mercato. Vorrei ora affrontare il ruolo dell’investitore privato che vuole cominciare a fare trading. Oltre a partire con una solida base di conoscenza degli strumenti finanziari e del funzionamento dei mercati, come si deve muovere? Con quanto capitale deve partire? Hai qualche consiglio da dare?

Andrea: Diciamo che per partire vanno bene anche 5.000 € – 10.000 €. Fortunatamente Borsa Italiana ha abolito i lotti minimi che erano presenti una volta, quindi tutti i trade possono essere fatti anche con 100 €.

La differenza vera all’inizio la fanno i costi. Per cifre ridotte, le spese di mantenimento del deposito titoli e di trading in generale possono ridurre di molto o anche annullare i guadagni raggiunti.

Si potrebbe cominciare investendo in ETF, considerato che bastano anche 50 €, oltre al fatto che sono molto più economici rispetto ai Fondi Comuni d’Investimento.

 

Matteo: Gli ETF sono un ottimo strumento per l’investitore che inizia e per i risparmiatori in generale.

Andrea: Gli ETF hanno avuto un effetto di democratizzazione degli investimenti. Prima, se volevi diversificare, dovevi passare per i fondi comuni e pagare le alte commissioni.

Oggi, con gli ETF, puoi farlo con un costo estremamente inferiore e quindi con performance nettamente migliori. Esistono ETF su quasi tutte le tipologie di strumenti finanziari e di indici.

Tornando ai consigli per chi vuole cominciare a fare trading, direi di fare attenzione al rischio legato al timing, ovvero al momento di ingresso sul mercato, che può essere buono o meno buono. Questo rischio può essere facilmente mitigato con la formula PAC (Piano di Accumulo del Capitale), ovvero la possibilità di entrare sul mercato piano piano nel tempo, invece che tutto in una volta. In questo modo si riduce il rischio di comprare sui massimi e vendere sui minimi mediando i prezzi di acquisto.

 

Matteo: E rispetto alle quantità da investire?

Andrea: Una persona che inizia è bene che metta soltanto un 10% dei propri risparmi a trading. Se poi le cose vanno bene, si può aumentare l’investimento in un secondo momento.

Inoltre sconsiglio caldamente di usare la leva finanziaria all’inizio, cioè l’utilizzo di investimenti superiori al capitale posseduto per mezzo di debito. Si rischiano perdite ingenti, oltre le proprie capacità di copertura. Da evitare se non sai cosa stai facendo!

 

Matteo: Bene, mettiamo che uno si sia formato e si senta pronto per entrare nel mercato con il primo trade. A questo punto cosa consigli di fare?

Andrea: Prima di cominciare ad utilizzare soldi veri, io consiglio sempre di aprire un deposito titoli virtuale (ad esempio Fineco, eToro, Plus500, Directa) e prendere confidenza, imparare a inserire gli ordini, con tanto di stop loss e take profit, ecc…

Bisogna capire che non si sta giocando al casinò.

Quando si parla di investimenti l’obiettivo minimo è preservare il capitale e recuperare l’inflazione.

Se poi arriva un rendimento aggiuntivo, tanto meglio.

Inoltre l’informazione continua è necessaria. Bisogna aprire la mente, guardare il mondo a 360° e i suoi risvolti politici ed economici. Non puoi leggere soltanto il tuo giornale locale.

Poi dipende dalla frequenza con cui vuoi fare trading e dal tuo orizzonte temporale.

 

Matteo: Tu ora però fai un lavoro un po’ diverso. Ti occupi sempre di analisi, ma in un altro ambito. Continui a fare trading per te stesso? Quanto tempo dedichi a questa attività, tra studio e operatività?

Andrea: Sì, lo faccio per me. La parte di studio la posso considerare il tempo che impiego per seguire i mercati e le notizie rilevanti che mi interessano. Questo lo faccio praticamente quasi tutti i giorni. Ormai ho le mie fonti autorevoli e so dove guardare.

L’operatività dipende. Mi muovo solo se vedo un’opportunità per un trade tattico, di breve termine, oppure se devo fare un aggiustamento su un trade strategico, di lungo periodo.

 

Matteo: Andrea, ultima domanda: hai per caso dei libri-bibbia da consigliare? Dei must-read? Io consiglio The Big Short. E’ il libro da cui hanno anche tratto il film l’anno scorso (film in italiano La Grande Scommessa). Racconta la storia di pochi trader che hanno intuito ciò che poi è passato alla storia come il crollo di Wall Street con Lehman Brothers, e ne hanno anticipato le mosse all’interno dei loro vari Hedge Fund o Desk di Trading.

L’ho trovato molto interessante perché offre una visione dall’interno su ciò che è successo in quei mesi, subito antecedenti al crollo e spiega bene come ciò sia accaduto.

Andrea: Si, bello. L’ho letto e sono d’accordo. Lo consiglio anche io. Un libro che tutti dovrebbero leggere e’ sicuramente Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita di Nassim Nicholas Taleb, una bella storia che ci insegna perche’ certi eventi “estremi” sia in borsa sia nella vita accadono. Io poi consiglio anche Il risparmio tradito. Come difendersi da bancari, assicuratori… E giornalisti, di Beppe Scienza.

Per approfondimenti poi si possono consultare il sito www.investopedia.com, le varie Guide che ogni tanto pubblica il Sole24ore (ad esempio La guida al trading di borsa. Le tecniche vincenti dei migliori trader professionali), il sito www.lavoce.info e anche altre guide di MilanoFinanza, “Gli Exhange Traded Funds resi semplici: La guida introduttiva ai fondi ETF e alle relative strategie di trading” Stefano Calicchio (Calmail Editore)

 

Bene, ringrazio Andrea per questa intervista e per l’esaustiva panoramica sul mondo del trading.

Per qualsiasi domanda, puoi trovare Andrea Piovesana sul suo profilo LinkedIn.

 

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