Attivi e passivi: Come costruire l’intelligenza finanziaria

lampadina

Quando parliamo di investimenti, uno dei concetti fondamentali da imprimere nella nostra mente è la differenza fra gli attivi e i passivi.

Robert Kyosaki la spiega egregiamente nel suo bestseller Padre ricco padre povero.Quello che i ricchi insegnano ai figli sul denaro, in cui descrive la giusta mentalità che dovrebbero avere tutte le persone che vogliono maturare l’intelligenza finanziaria.

Questo libro non ha venduto diversi milioni di copie casualmente: infatti, offre una panoramica esaustiva sul tipo di mentalità vincente da avere quando si ragiona sugli investimenti.

L’autore descrive i concetti principali che ogni investitore di successo deve considerare, raccontando la storia di come, crescendo, ha potuto imparare da un imprenditore di successo i segreti sul funzionamento del denaro. Uno di questi segreti è la differenza tra gli attivi e i passivi.

 

Purtroppo, molte persone confondono queste due categorie, con la conseguenza di effettuare scelte di investimento non efficaci e di sprecare risorse inutilmente.

La distinzione tra attivi e passivi non ha nulla a che vedere con grigie regole di contabilità aziendale.

Si tratta di capire quando il denaro lavora per noi e quando invece siamo noi a lavorare per lui.

Se riesci ad assimilare questo concetto capirai perché tanta gente finisce per gestire male i propri soldi.

 

Cominciamo col descrivere che cosa sono gli attivi. Un attivo è tutto ciò che porta nelle tue tasche un flusso positivo di denaro (cashflow positivo). Facile no?

Possiamo trovare all’interno di questa definizione le seguenti categorie:

  • Titoli mobiliari (azioni, obbligazioni, ETF ecc…)
  • Immobili
  • Quote societarie
  • Brevetti, diritti d’autore
  • Ecc…

 

Al contrario, dovendo dare una definizione dei passivi, possiamo descriverli come tutto ciò che prende dalle tue tasche un flusso negativo di denaro (cashflow negativo).

Ecco un elenco non esaustivo di categorie che possiamo trovare sotto questa voce:

  • La casa di proprietà
  • Affitti passivi
  • La macchina
  • Carte di credito
  • Mutui e finanziamenti vari
  • Ecc…

 

Gli attivi hanno la capacità di creare cashflow positivo, quindi reddito aggiuntivo che può essere utilizzato in diversi modi. Ad esempio potresti reinvestire tale somma per comprare ulteriori attivi e creare reddito aggiuntivo. Oppure potresti spenderli per uno dei tuoi obiettivi!

 

I passivi invece distruggono ricchezza perché creano diverse voci di spesa che serviranno per il loro stesso mantenimento.

Pensa alla tua macchina, la quale ha bisogno di costante manutenzione, tra tagliandi, assicurazioni, bolli e revisioni, oltre a guasti imprevisti. Inoltre, per essere utilizzata necessita costantemente di carburante (o di elettricità).

Per questo motivo, quando ci si trova di fronte alla scelta se comprare un attivo o aggiungere un passivo alla propria lista, bisogna fare attenzione e tenere sempre in considerazione la nostra capacità di mantenimento di quest’ultimo.

Naturalmente, a monte di tutto questo ragionamento, rimane l’ormai nota pianificazione finanziaria, già discussa in questo articolo.

 

Di seguito ti riporto il disegno che Kyosaki utilizza nel suo libro per rendere chiaro visivamente questo concetto.

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In quest’immagine vediamo il giro che il denaro compie quando passa attraverso i passivi. Il nostro lavoro genera reddito sotto forma di stipendio o fatture, che utilizziamo per pagare le spese generate dai nostri passivi.

Attivi

Per quanto riguarda la descrizione degli attivi invece, nella figura a lato si vede bene il percorso del cashflow inverso al precedente, in cui viene generato reddito ulteriore da poter riutilizzare.

A questo punto la distinzione è chiara, anche se a qualcuno potrebbe essere venuto qualche dubbio.

Eh sì, perché se sei tra quelli che hanno osservato bene, avrai visto che la casa di proprietà si trova inserita all’interno della lista dei passivi.

 

Purtroppo uno dei miti da sfatare, presenti nella cultura generale, è il fatto che la casa di proprietà dove viviamo sia un attivo.

Pensaci bene, sarebbe un attivo solo nel momento in cui decidessi di venderla e creare il cashflow positivo derivante dal relativo reddito. Peccato che poi però saresti un senzatetto!

Visto che ognuno di noi ha bisogno di quattro mura entro le quali dormire, la casa si trasforma automaticamente in un passivo, perché il suo mantenimento genera una quantità di spese che, sommandosi, creano un cashflow negativo.

Lo stesso discorso vale anche per la macchina, come visto in precedenza.

Dimmi la verità, ti sei depresso? In realtà non è necessario deprimersi.

Quello che ti ho voluto mostrare serve soltanto per farti capire il concetto generale.

Non potremmo pensare di vivere una vita in cui nel nostro prospetto patrimoniale ci siano solo attivi.

La casa e la macchina hanno un valore in quanto svolgono funzioni importantissime per la gestione della nostra vita.

Resta però importante avere presente questa distinzione.

 

Quando si fa un’analisi degli attivi e dei passivi si sta valutando la propria situazione patrimoniale, cioè l’ammontare dei beni che compongono le nostre proprietà.

Alcuni di questi beni -gli attivi-  ci portano reddito, mentre altri -i passivi- lo portano via.

Se dall’analisi sopra descritta vi accorgete di avere troppi passivi, forse è il caso di agire per cercare di eliminarne qualcuno, o almeno di ridurne l’impatto sul vostro bilancio familiare.

Ridurre i passivi vuol dire, ad esempio, ridurre l’uso della carta di credito allo stretto indispensabile. Bisogna imparare a vivere secondo le proprie possibilità e mai al di sopra di esse.

In generale, questo discorso è valido per tutte le forme di indebitamento che hanno come obiettivo finale l’acquisto di un passivo.

Naturalmente, ognuno di noi deve sentirsi libero di fare le scelte che più lo soddisfano. Se perciò sei un appassionato di equitazione, non sentirti in colpa se acquisti un cavallo di razza con cui trascorrere il tuo tempo libero all’aperto.

La cosa importante è cercare di avere equilibrio. Se l’ammontare delle spese generate da passivi diventa troppo elevata, è il caso di fermarsi e fare una riflessione su cosa si può ridurre, se non addirittura eliminare.

Dall’altro lato è possibile agire sugli attivi, sfruttandoli al massimo, oppure aumentandoli.

Oggi la sharing economy ci offre la possibilità di valorizzare delle cose che prima avremmo dovuto catalogare solo come passivi.

Ad esempio possiamo trasformare la nostra macchina in attivo, dando dei passaggi ad altre persone, a pagamento, con l’applicazione BlaBlaCar.

Oppure possiamo affittare una camera, o un intero appartamento attraverso Airbnb, o il nostro divano con i siti di couchsurfing.

Volendo possiamo anche mettere in affitto su LocLoc degli attrezzi specifici, come la nostra macchina fotografica o il nostro set da golf (giusto per fare due esempi).

Le possibilità sono davvero infinite, si tratta di capire cosa può funzionare meglio per noi.

Aumentare gli attivi significa inserirli come obiettivi da acquistare, all’interno della nostra pianificazione finanziaria. La costruzione di un portafoglio titoli o l’acquisto di una casa sono operazioni che possono aver bisogno di un po’ di tempo per essere portate a termine, perché magari dobbiamo raccogliere risorse, o vendere qualche bene per raggiungere la liquidità necessaria.

Ragionare per obiettivi è un ottimo segnale di intelligenza finanziaria.

 

Il consiglio che ti do è quello di fare l’analisi della tua situazione patrimoniale, elencando tutti i tuoi attivi e i tuoi passivi.

Potresti scoprire di avere degli attivi non valorizzati, oppure di dover ridurre o eliminare dei passivi.

Riequilibrare la propria situazione patrimoniale è un passo fondamentale per acquisire intelligenza finanziaria, nonché un controllo efficiente e una gestione equilibrata del proprio denaro.

Ricordati sempre che, come dice Lao Tzu

Che cosa ne pensi? Scrivimelo nei commenti.

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